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pubblicato il 30/ott/2013 18:46

Sanita': tra costi standard e 'deprivazione', Regioni a lavoro su patto

(ASCA) - Roma, 30 ott - Arrivare subito alla definizione del nuovo patto della salute e trovare in tempi rapidi un accordo sul riparto degli oltre 109 miliardi del fondo sanitario nazionale, facendo registrare l'accelerazione decisiva sull'applicazione dei costi standard. Su questi punti i presidenti di Regione si sono detti tutti d'accordo nel corso della riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni che questo pomeriggio ha visto partire il confronto politico tra i ''governatori'. Ci sono ancora alcuni ostacoli da superare, come il peso da dare all'indice di deprivazione che interessa le regioni del sud, che pero' il presidente della Conferenza, Vasco Errani - oggi assente dalla riunione - e' convinto di superare anche quest'anno. Il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, ha spiegato che l'applicazione dei costi standard e del criterio di virtuosita' devono viaggiare di pari passo. ''Ma non c'e' spazio per altri tagli: tra il 2012 e il 2013 e' stato tagliato alla Regione Piemonte un miliardo. Noi stiamo rispettando il piano di rientro dal deficit sanitario e le riforme che dovevamo fare le abbiamo fatte e quindi non siamo disponibili ad ulteriori riduzioni, questo deve essere ben chiaro. Anche per il 2014 e il 2015 sono impensabili altri tagli''. Una posizione condivisa anche dal presidente del Veneto, Luca Zaia, che a margine della Conferenza, ha sottolineato che ''applicare i costi standard in sanita' oggi in Italia equivarrebbe a circa 30 miliardi di euro di risparmi, una cifra che permetterebbe di creare molti posti di lavoro.

Continuiamo invece a sprecare risorse e a mettere nuove tasse.

Sull'applicazione dei costi standard sono intransigente''.

Piu' netta la posizione espressa dal vicepresidente della Regione Calabria, Antonella Stasi,che ha spiegato che i costi standard vanno applicati, ''ma con una metodologia che consenta a tutte le Regioni di partire da uno stesso piano, in particolare quelle commissariate in sanita'''. Inoltre la Calabria chiede che nel riparto del fondo sanitario nazionale ''si tenga conto della deprivazione, ovvero delle condizioni socio-economiche del territorio''. E questa e' una posizione condivisa da molte Regioni del sud.

rus/mau/ss

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