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pubblicato il 21/mar/2014 08:42

Sanita': Lorenzin, senza risorse si scivola verso eutanasia

(ASCA) - Roma, 21 mar 2014 - ''A giorni vedro' Padoan per la stretta finale e a maggio si chiude il Patto per la Salute.

Ma serve determinazione e buona fede. Quella del Mef e quella delle Regioni''. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin in un'intervista ad Avvenire punta tutto su quell'accordo.

''Possiamo recuperare 10 miliardi in tre quattro anni dalla sanita' e reinvestirli nella sanita' perche' serve una rivoluzione. Non bastano e non servono parole: serve un'immediata risposta e Economia e Regioni devono fare la loro parte, altrimenti la Sanita' rischia di diventare un dramma sociale''. Per il ministro ''ora siamo a un bivio e ci sara' chi comincera' a interrogarsi se e' giusto spendere migliaia di euro per ''regalare'' tre anni a un vecchio senza lunghe prospettive di vita. Io questa scelta non l'accetto, questa e' eutanasia.

Non ci sto a interrogarmi se trapiantare solo un giovane. E' terribile pensare che una parte della societa' rischia di essere abbandonata perche' mancano risorse e c'e' l'obbligo di scegliere''. Nella testa del ministro anziani, ma anche bambini.

''Devono tornare a nascere e serve educare alla maternita'.

Ho in testa una nuova sfida, un grande piano nazionale per la fertilita'. Il crollo demografico e' un crollo non solo economico, ma anche sociale. E' una decadenza che va frenata con politiche di comunicazione, di educazione e con scelte sanitarie. Bisogna dire con chiarezza che avere un figlio a trentacinque anni puo' essere un problema, bisogna prendere decisioni per aiutare la fertilita' in questo Paese e io ci sto lavorando. Sia chiaro: nessun retropensiero e nessuno schema ideologico, ma dobbiamo affrontare il tema di un Paese dove non nascono i bambini''. Ultimo fronte le famiglie e i ticket sanitari: ''Nel patto per la Salute rimetteremo mano ai ticket sanitari tenendo conto dei carichi familiari. Serve una svolta di equita'. Le famiglie hanno pagato in questi anni di crisi il prezzo piu' duro. E con loro le fasce deboli. Disoccupati e cassintegrati ora non devono pagare''.

res/rus

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