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pubblicato il 12/mar/2014 20:35

Sanita': D'Ambrosio Lettieri, norme condivise contenzioso medico-legale

(ASCA) - Roma, 12 mar - L'aumento del contenzioso medico-legale cui si e' assistito negli ultimi 10-15 anni ha costi molto gravosi, sia per il sistema sanitario sia per i singoli medici e i pazienti. La medicina difensiva (vale a dire l'atteggiamento che molti medici si trovano costretti ad adottare per poter ridurre il rischio di citazioni in tribunale e denunce, prescrivendo esami clinici e analisi in piu' anche se non necessari o evitando di mettere in atto azioni diagnostiche e terapeutiche) costa 13 miliardi di euro l'anno, circa il 10% della spesa sanitaria globale. Eppure il 95% delle denunce da parte dei pazienti per presunti casi di malpractice, una volta passati al vaglio della giustizia, si concludono con una sentenza a favore del medico. Se ne e' discusso nel corso del Convegno dedicato a 'Il ruolo della Medicina legale tra tutela del diritto alla salute, assicurabilita' del sistema e sicurezza sociale' organizzato dalla Professional & Partners Group con il supporto della Scuola di Medicina legale dell'Universita' Sapienza di Roma A rendere ancora piu' difficile la professione dei camici bianchi, da qualche anno, e' intervenuto anche il problema dell'assicurazione: le polizze hanno registrato in media un aumento vertiginoso, +600%, con punte che riguardano alcune categorie di professionisti, tra cui anestesisti, ginecologi, chirurghi e ortopedici. Di nuovo un fardello molto pesante per l'Ssn, di circa 500 milioni di euro l'anno.

Intanto in Parlamento non si e' ancora giunti a una legislazione organica sul tema. Per il Senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, membro della XII Commissione Permanente (Igiene e Sanita') del Senato, la questione e' spinosa: ''il conflitto medico-paziente causato da una legislazione, quella vigente, non idonea, - ha detto - comporta un enorme danno non solo per i camici bianchi, ma anche per il Servizio Sanitario Nazionale e, dunque, per i cittadini. Al danno economico, poi, si aggiunge anche quello fiduciario tra medico e paziente, oltre al costo causato dalla lentezza della macchina della giustizia, per cui capita che professionisti sanitari andati in pensione da anni si vedano tirati in ballo in diatribe giudiziarie per fatti avvenuti molto tempo prima, quando ancora esercitavano. Cambiare la situazione non e' facile e da soli Governo e Parlamento non riusciranno a risolvere il problema. La mia proposta e' quindi quella di unire tutti gli addetti ai lavori in una sede istituzionale di fondamentale importanza come il Parlamento per farli discutere del problema e trovare possibili soluzioni. Gli esiti di questi lavori devono poi essere elaborati dal Parlamento stesso per poter approdare a proposte legislative che migliorino effettivamente la situazione in cui ci troviamo''.

red/mpd

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