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pubblicato il 12/giu/2013 11:39

Sanita': Agenas, 1 mln accessi impropri in meno al pronto soccorso

Sanita': Agenas, 1 mln accessi impropri in meno al pronto soccorso

(ASCA) - Roma, 12 giu - Un calo di un milione di accessi al pronto soccorso rispetto al 2011. E' quanto si legge nell'editoriale di oggi di Giovanni Bissoni, presidente dell'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), del primo numero del nuovo 'Quaderno di Monitor', la collana di supplementi della rivista dell'agenzia.

Per Bissoni, quindi, sembrerebbe che qualcosa stia cambiando nella cultura degli italiani, che qualche prima crepa inizi a scalfire una visione della sanita' troppo ''ospedalocentrica'', ma la strada e' ancora tutta in salita, in Italia come all'estero. Il tema e' complesso e non e' affrontabile senza una visione sistemica delle trasformazioni in atto. Se, infatti, dal lato del cittadino si assiste all'aumento della domanda di prestazioni e alla diversificazione dei bisogni, dal lato del sistema dei servizi si riducono drasticamente i posti letto di degenza e l'ospedale si concentra sulla gestione dell'acuzie. Al contempo, il Pronto soccorso si configura sempre piu' come un servizio in grado di offrire una gamma di prestazioni diagnostiche e specialistiche sempre piu' vasta e in tempo reale. Questa trasformazione, in atto da tempo, e' oggi accelerata dalla contrazione delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale e, piu' recentemente, dalle disposizioni della legge 135/ 2012 sulla spending review. Anche la recente riforma legislativa, avviata con la legge 189/2012 - che prevede tra l'altro lo sviluppo di forme organizzative complesse della medicina generale di tipo funzionale (Aggregazioni funzionali territoriali) - e strutturale (Unita' complesse delle cure primarie) - fornisce in tal senso alcuni principi di riferimento, investendo l'Assistenza primaria di nuovi e maggiori compiti.

Agenas ha deciso, insieme al Ministero della salute, di monitorare alcuni progetti regionali riguardanti le Cure primarie/ Assistenza H24, la riduzione degli accessi impropri al Pronto soccorso e il miglioramento della rete assistenziale. Il nuovo Quaderno di Monitor, oltre ai contributi di alcuni esperti in materia e ad approfondimenti sulla programmazione nazionale sul tema, contiene i principali risultati dei lavori realizzati nell'ambito di questa convenzione. Sono stati monitorati i progetti presentati da 12 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto): riguardano principalmente la sperimentazione di modelli territoriali di diversa tipologia e diversa denominazione (Presidi Territoriali di Assistenza, Assistenza Territoriale Integrata, ambulatorio di Nucleo di Cure Primarie, Casa della Salute), ma anche alcuni modelli ospedalieri (ad esempio, Ambulatorio codici bianchi; Ambulatori codici di minor gravita' gestiti dai MMG presso i P.S.).

Nell'ambito dello studio, sono stati indagati i determinanti organizzativi e professionali dei progetti regionali volti al miglioramento dell'assistenza fornita sul territorio e a promuovere la riduzione degli accessi impropri al PS; dall'indagine si evince che la risposta al bisogno di salute del paziente che non presenti effettive condizioni di urgenza viene affrontata attraverso prospettive organizzative differenti. La modalita' organizzativa preferita e' il servizio a gestione territoriale (92,8% casi), con un'accessibilita' che nel 42,8% dei casi si articola su 7 giorni su 7 ed un'apertura h24 del servizio nel circa il 30% dei casi; tutte le linee progettuali prevedono un'accessibilita' non inferiore alle 12h giornaliere. Dal monitoraggio emerge come sia riconosciuto un ruolo centrale, nel contenimento degli accessi impropri al PS, ai medici del territorio, siano essi il Medico di Continuita' Assistenziale MCA o Guardia medica, o il Medico di Medicina Generale-MMG. Queste figure professionali vengono coinvolte nel 92,9% dei casi, seppur con diverse modalita' collaborative: il 92,8% delle linee progettuali coinvolge il Medico di Continuita' Assistenziale, il 71,4% vede il coinvolgimento del Medico di Medicina Generale e, nel 64,4% dei casi, sono presenti insieme. Il Quaderno contiene, inoltre, i risultati di un approfondimento su quattro casi studio in Calabria; Toscana, Veneto; Emilia-Romagna.

La ricerca ha confermato che il fenomeno degli accessi impropri al Pronto Soccorso rappresenta una ''punta dell'iceberg'' rispetto alla necessita' di un riequilibrio di sistema e della riorganizzazione dell'Assistenza Primaria. I risultati di questo primo monitoraggio, infatti, confermano le premesse iniziali: il riordino dell'assistenza primaria ha obiettivi specifici e complessi e solo secondariamente puo' essere letta come strumento per la riduzione degli accessi impropri al PS.

Va rilevato che la maggior parte delle esperienze studiate non ha consentito di svolgere un'analisi di impatto, sia perche' ancora in corso, sia perche' non dotate di sistemi informativi adeguati a tali tipo di rilevazione. Ad oggi non e' ancora possibile formulare una valutazione conclusiva dell'impatto prodotto da queste esperienze, in quanto cio' richiede un periodo piu' lungo di quello considerato nello studio. Queste conclusioni non implicano che le esperienze abbiano avuto un impatto di forte positivita' su altri aspetti, quali la maggiore accessibilita' e riconoscibilita' dei servizi da parte dei cittadini, la presa in carico, l'integrazione tra i diversi attori; tutti aspetti che non sono stati esaminati specificamente. Per raggiungere questi obiettivi e', quindi, necessaria una chiara e sistemica strategia organizzativa di tipo regionale che, nel rispetto dei principi di un sistema universalistico pubblico, riesca a definire in maniera sostenibile priorita' di intervento su bisogni di salute adeguatamente misurati, presentare una offerta di servizi non frammentata e in una logica prestazionale ed in grado di monitorare e guidare i processi di assistenza con tempi e strumenti adeguati.

red/rus

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