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pubblicato il 01/giu/2015 17:50

Salvini vince e scala centrodestra: io l'alternativa a Renzi

Berlusconi ha ancora voti,dica sì a primarie e no a mezze misure

Salvini vince e scala centrodestra: io l'alternativa a Renzi

Milano, 1 giu. (askanews) - Incassata la vittoria elettorale alle Regionali Matteo Salvini si comporta già da capo del centrodestra e prova a mettere Silvio Berlusconi, che finora ha detto no all'ipotesi di primarie di coalizione, con le spalle al muro. "Non devo convincerlo, è un uomo saggio e i numeri li legge come li leggo io" ha detto il segretario della Lega Nord riferendosi all'esito delle elezioni regionali. In effetti il leghista Zaia in Veneto è stato l'unico dei sette presidenti di Regione eletti ieri ad avere superato il 50%, nonostante la candidatura concorrente di Flavio Tosi, mentre il forzista Giovanni Toti in Liguria l'ha spuntata solo con i voti determinanti del Carroccio.

Il messaggio di Salvini agli ex alleati di governo è dunque chiaro: Forza Italia e Lega possono ancora puntare a Palazzo Chigi nel 2018, ma serve una nuova coalizione a trazione leghista che di moderato non deve avere nulla o quasi. "Ieri gli italiani che hanno votato hanno deciso che il programma alternativo a Renzi è quello della Lega. Noi siamo aperti, disponibili a dialogare e a confrontarci con tutti, però ieri gli sconfitti sono i tremabondi, quelli che cambiano idea e dicono 'valutiamo'. La gente ci chiede scelte concrete, precise, realizzabili e coraggiose. Niente vie di mezzo né minestroni".

Per Berlusconi le porte della Lega in felpa di Salvini sono dunque "spalancate", ma l'altro Matteo avverte l'ex Cav che non è disposto a "mezze misure" né ad accordi con chi, come Angelino Alfano e il suo Ncd, è al governo con Renzi. Del resto, ragiona il segretario leghista, a differenza del ministro dell'Interno "i voti Berlusconi ancora li ha".

Non resta dunque che puntare sulle primarie, "perché lo sfidante di Renzi non lo si decide con un incontro in questa o quella villa", e sulla conquista di "chi ieri non è andato a votare". Un elettorato orfano che il centrodestra deve "appassionare e coinvolgere su un progetto di vita, di Italia e di Europa". Il primo banco di prova sarà la scelta del candidato sindaco di Milano per le comunali del 2016. Un ruolo che lo stesso Salvini negli ultimi mesi ha più volte prenotato.

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