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pubblicato il 04/set/2015 20:43

Salvini torna a Cara Mineo: è merce di scambio, va chiuso

Non possiamo svuotare Asia e Africa per fare business

Salvini torna a Cara Mineo: è merce di scambio, va chiuso

Mineo (Catania), 4 set. (askanews) - Sei mesi dopo l'ultima sua visita al Cara di Mineo, il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini è tornato, per la quarta volta, nella struttura d'accoglienza in provincia di Catania. La visita in terra di Sicilia, anticipata da un twitt in cui definiva l'Europa "gabbia pericolosa", ha offerto al leader del Carroccio l'occasione per ribadire ancora una volta la necessità di chiudere una struttura che negli ultimi quattro anni è stata al centro di numerose polemiche legate ai costi di gestione e agli interessi politici su cui le procure di Catania e Roma stanno cercando di far luce.

Ad accogliere Salvini c'erano un centinaio di sostenitori della Lega, che esibendo bandiere e simboli padani hanno scandito il nome dell'eurodeputato e lanciato strali contro Renzi e Alfano. "Chiediamo ufficialmente l'invasione dei leghisti, anziché l'invasione degli immigrati, chiediamo che sia la Lega a invadere la Sicilia per cambiare le cose - ha detto una sostenitrice di Salvini -. Questi voglio, sono una leghista meridionale".

Al suo arrivo davanti al checkpoint del Cara, la prima stoccata Salvini l'ha riservata al governo e al ministro dell'Interno: "Il segretario del Pd e Alfano sono due incapaci incollati alla poltrona - ha detto -. Dove sono? Renzi e Alfano qua non li vedo, a Palaognia non li ho visti. Fossi in loro mi vergognerei".

Quindi, incalzato dalle domande dei numerosi cronisti presenti, Salvini ha affrontato il tema dell'accoglienza e della distribuzione dei migranti tra i diversi Paesi europei. "Sono ridicoli. Sono ridicoli. Il massimo sforzo che fa la Merkel è dire, prendo i siriani che è l'unica popolazione che scappa dalla guerra ed è anche immigrazione qualificata. Per la serie scelgo io quelli che voglio io e il resto li tenete voi. E' l'ennesima presa in giro della Germania nei confronti dell'Europa, e l'ennesimo silenzio di Renzi e Alfano che rispondono con il nulla e con la resa".

A chi poi ha ricordato che il Cara fu voluto proprio dall'ex ministro leghista Roberto Maroni, Salvini ha risposto: "Il Cara fu aperto in maniera provvisoria quando c'era la guerra. Dopo quattro anni la gestione ha coinvolto persino cooperative di 'mafia Capitale'. Che debba essere chiusa lo chiedono anche il quotidiano vescovi, 5 stelle, Forza Italia, mancano solo Gesù Bambino e i marziani e di chiudere la vergogna a cielo aperto".

Uscito dal Cara dopo una visita di circa 45 minuti, Salvini ha fatto il punto sul numero degli ospiti presenti nel centro, e sulla loro provenienza. - "Sono presenti 3.042 ospiti. Fra Eritrea, Libia e Siria, ci sono 2 ospiti su 3.042 del Cara di Mineo. Son queste le nazioni per cui l'Europa prevede il diritto d'asilo immediato. Poi ci sono 4 indiani. Ci sono 295 bengalesi. Basta che qualcuno prenda Wikipedia e cerchi di capire. La nazionalità più rappresentata è la Nigeria, dove sarò a fine mese ed è una terra bellissima e ricchissima che va aiutata a crescer là dove la guerra occupa solo una minima parte del territorio".

"Dobbiamo accogliere veramente chi scappa dalla guerra e dalle bombe - ha aggiunto -, ma non possiamo svuotare l'Africa e l'Asia pensando di accoglierli in Italia ed Eurpa per il business di chi specula. E' più utile spender lì i soldi che stiamo sbattendo via qua".

Per Salvini, dunque, "il Cara è solo business per qualcuno, merce di scambio elettorale. Detto in parole povere, qualcuno ci guadagna soldi e voti". Altrettanto determinato, poi, il leader del Carroccio su ciò che l'Europa dovrebbe fare con la Siria. "Aprirei un corridoio umanitario in Siria. Lì c'è la guerra. C'è il 40% del territorio occupato dal califfato islamico. Bisognerebbe intervenire con le bombe per sterminare quelle bestie".

Salutati i numerosi supporters davanti all'ingresso del Cara, infine Salvini si è recato a Palagonia dove ha incontrato, in forma privata e riservata, i familiari dei coniugi Solano, uccisi nella loro villa di via Palermo il 30 agosto scorso.

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