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pubblicato il 30/nov/2015 15:52

Salvini a scuola Rozzano: cade a pezzi, folle polemica su Natale

Per alcuni genitori "la vicenda è tutta una montatura"

Salvini a scuola Rozzano: cade a pezzi, folle polemica su Natale

Rozzano (Mi), 30 nov. (askanews) - La polemica sui canti di Natale e il presepe "è folle" perché la scuola elementare di Rozzano ha "finestre pericolose, pareti di cartone, aule che non funzionano, bagni diroccati, inferriate divelte e il tetto caduto 15 giorni fa è in cortile". Lo ha detto il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, al termine della visita in una delle scuole del comprensorio Garofani di Rozzano diretta dal preside Marco Parma, finito nella bufera per il suo presunto diniego, poi rivelatosi in parte infondato, per i festeggiamenti natalizi. Questa, ha aggiunto Salvini "non è la buona scuola". E ha promesso il suo intervento: "Mi metto d'impegno io".

Secondo la testimonianza di alcuni genitori, la vicenda "è tutta una montatura". Per Michela e Antonella, che hanno preferito non riferire i loro cognomi, "non c'è stato nessun divieto. D'altra parte - hanno detto - il Natale nella scuola si è sempre festeggiato e si festeggia anche quest'anno". Le due donne, che hanno entrambi figli che frequentano la scuola, e si professano cattoliche praticanti, hanno spiegato che "qui il presepe c'è sempre stato. E i bambini fanno anche i lavoretti di Natale. Sono alcune mamme che hanno montato il tutto. Il preside si è soltanto rifiutato di permettere lezioni di canti natalizi durante i momenti di pausa delle lezioni. Ha solo sbagliato a fare quella dichiarazione", hanno spiegato, riferendosi alle parole del preside che avrebbe collegato i fatti di Parigi al no alle lezioni di canto.

Al mattino, davanti alla scuola, sono giunti anche gli ex ministri Ignazio La Russa, di Fratelli d'Italia, e Mariastella Gelmini, di Forza Italia. In particolare, La Russa e i militanti di Fdi sono stati contestati da parte dei genitori per la presenza di bandiere di partito. Gelmini, che ha motivato la sua presenza con la "difesa della nostra identità", ha intonato il "Tu scendi dalle stelle". "La politica - ha detto - non può estraniarsi dai luoghi dove si decide il modello di integrazione", ha risposto a chi gli ha chiesto un commento alle proteste per le bandiere di partito e alle accuse di strumentalizzazione della vicenda da parte della politica. "Non siamo qui per alimentare il conflitto - ha detto - il modello di integrazione non può partire dall'abolizione della festa di Natale".

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