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pubblicato il 09/ago/2013 12:19

Salute: Antezza (Pd), terapia intensiva aperta a familiari aiuta malati

Salute: Antezza (Pd), terapia intensiva aperta a familiari aiuta malati

(ASCA) - Roma, 9 ago - ''Numerosi studi hanno evidenziato che la presenza dei familiari accanto al malato in terapia intensiva non solo sia priva di rischi, al contrario di quanto temuto in passato, ma sia anzi una scelta utile ed efficace per rispondere ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. Nell'auspicio che l'autorevole contributo fornito dal comitato nazionale per la bioetica possa contribuire ad una veloce realizzazione e approvazione della proposta di legge da me presentata, questo rappresenterebbe una conquista di civilta' e di rispetto per gli altri. Abbiamo la possibilita', con un costo pari pressoche' a zero, di lavorare insieme per fare ''buona medicina'' e prenderci cura in modo ancora migliore di quanti vivono il duro tempo della malattia e della fragilita'''. E' quanto dichiara la deputata del Pd Maria Antezza dopo che il Comitato nazionale per la bioetica ha recentemente dedicato uno specifico documento alla terapia intensiva 'aperta' e al tema della presenza dei familiari in terapia intensiva (terapia intensiva aperta alle visite familiari).

Antezza ha avanzato una proposta di legge che stabilisce che la realizzazione del modello di terapia intensiva 'aperta' costituisce un obiettivo prioritario del piano sanitario nazionale e da' pertanto mandato al ministero della salute e alle regioni di predisporre norme su cinque punti chiave. Tra le altre cose, nella pdl di Antezza, il tempo quotidiano di visita sia almeno di 12 ore nelle terapie intensive per adulti e senza limitazioni nelle terapie intensive pediatriche e neonatali, oltre a disporre che nei reparti di terapia intensiva sia prevista la presenza di specifiche figure professionali per fornire un adeguato supporto psicologico al paziente e ai familiari.

Inoltre, stabilisce che siano realizzati specifici percorsi formativi per i medici e gli infermieri delle e'quipe delle terapie intensive, con particolare attenzione per quanto attiene la comunicazione e prevede che nei piani di edilizia ospedaliera vengano previsti spazi adeguati per la realizzazione del modello assistenziale della terapia intensiva 'aperta'. Vincola, infine, l'accesso delle regioni al finanziamento integrativo del servizio sanitario nazionale alla realizzazione della legge facendo si' che la terapia intensiva 'aperta' divenga in qualche misura a requisito per l'accreditamento dell'ospedale presso il sistema sanitario nazionale.

red/gc

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