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pubblicato il 17/set/2014 11:41

Sacconi, piena soddisfazione per riforma Statuto lavoratori

"Nuovo testo articolo 4 raccoglie sollecitazioni moderati" (ASCA) - Roma, 17 set 2014 - "Esprimo piena soddisfazione per il nuovo testo dell'articolo 4 della legge delega sul lavoro. Esso raccoglie le forti sollecitazioni poste da tutti i moderati dell'area di governo a partire da Angelino Alfano che con coraggio ha direttamente posto la necessita' della riforma dello Statuto dei lavoratori e in esso in modo particolare dell'articolo 18 con lo scopo di incrementare la propensione a fare impresa e a fare lavoro in un tempo carico di aspettative incerte. Cosi' come va riconosciuto il coraggio del Presidente Renzi nel sollecitare una riforma ambiziosa fino al punto di ipotizzarne una anticipazione con un ulteriore decreto legge". Lo dichiara in una nota il capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi.

"La nuova formulazione dell'articolo prevede la redazione di un testo unico semplificato sulla disciplina complessiva dei rapporti di lavoro, sostitutivo dello Statuto dei lavoratori con particolare riguardo ai tanto discussi articoli 4, 13 e 18.

Specifici contenuti di delega sono infatti il superamento del divieto delle tecnologie di controllo a distanza (art. 4), la flessibilita' delle mansioni (art. 13), la revisione delle tutele del lavoratore nel contratto a tempo indeterminato (art.18). La mediazione che governo e relatore hanno individuato - aggiunge Sacconi - riguarda l'applicazione del nuovo contratto a tempo indeterminato - nel quale le tutele diventano progressive in relazione all'anzianita' di servizio - alle nuove assunzioni. Il che significa che gradualmente, esaurendosi i contratti in essere, il nuovo contratto a tempo indeterminato a regime sara' per tutti quello ipotizzato". "E' evidente che nel contratto tipico che ha oggi oltre l'80 per cento degli italiani la progressivita' della tutela non potra' che essere un indennizzo proporzionato, o piu' che proporzionato, al tempo trascorso nell'impresa. Non si parla piu' infatti di una nuova tipologia contrattuale, di una sorta di contratto di inserimento per il quale poteva avere senso la distinzione di due fasi di vita lavorativa", sottolinea Sacconi.

"Non posso non ricordare oggi chi come Marco Biagi ha tanto auspicato la riforma dello Statuto dei lavoratori e mi auguro che il governo, nell'esercizio della delega, sapra' tener conto anche dei materiali copiosi che egli ha lasciato sulla base di straordinarie intuizioni", conclude l'ex ministro del Welfare.

Pol/Vlm

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