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pubblicato il 10/feb/2011 20:30

Ruby/ Vietti difende toghe: No eversive. Alfano: Attacca premier

Botta e risposta a commemorazione Bachelet al Csm

Ruby/ Vietti difende toghe: No eversive. Alfano: Attacca premier

Roma, 10 feb. (askanews) - Per la giustizia oggi è più il giorno delle lame che quello degli equilibri. Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, rompe infatti ogni indugio e replica con estrema durezza alle accuse lanciate dall'inquilino di palazzo Chigi alle toghe e al loro "progetto eversivo", che si concretizza, secondo il premier, nelle violazioni della sua privacy dovute allo scandalo Ruby. "I magistrati - tuona però Vietti in replica palese alle ultime esternazioni di Berlusconi - non hanno alcun progetto eversivo, i magistrati lottano contro l'eversione e spesso pagano un tributo di sangue, come nel caso di Vittorio Bachelet". E' proprio la cerimonia per la commemorazione del 31esimo anniversario dell'omicidio del vicepresidente del Csm, ucciso nel 1980 dalle Br, il teatro nel quale si consuma la pagina odierna dello scontro tra governo e magistrati. E' infatti nella sala conferenze di palazzo dei Marescialli che prima, in un messaggio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che del Csm è presidente, sottolinea la "necessità di una intransigente tutela della indipendenza della magistratura" e poi Vietti sostiene che "anche oggi la magistratura è al centro dell'attenzione ed è pervasa da un profondo malessere, oggetto com'è di quotidiani attacchi da parte di chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe preoccuparsi di evitare la reciproca delegittimazione". Gli risponde Angelino Alfano, ministro della Giustizia: "Vittorio Bachelet - dice infatti ai cronisti il Guardasigilli lasciando anzitempo palazzo dei Marescialli - è un eroe della nostra Repubblica: ho sentito tante parole contro Berlusconi senza mai citarlo e poche contro coloro che hanno ucciso Bachelet". Ma Vietti non ci sta e controreplica a stretto giro: "Io non ho risposto a nessuno: ho soltanto affermato che la magistratura non persegue finalità eversive. Non credo che Alfano mi abbia criticato, ma se così fosse gli manderò il testo scritto del mio intervento". Parole come pietre che seppelliscono ogni tipo di ricomposizione della frattura tra toghe e politica e Vietti, pur appartenente al secondo mondo, parteggia oggi per il primo, all'inizio bocciando l'attività degli eletti ("La politica con la P maiuscola dovrà pure un giorno tornare: speriamo che non sia tardi") e poi identificando i giudici come "garanti della vera coesione sociale". "A loro - dice il vicepresidente del Csm - la Costituzione affida consapevolmente la funzione di incarnare il volto stesso dello stato di diritto e di rendere le formule della legge protezione effettiva dei cittadini" e "la giustizia - insiste Vietti - è amministrata dai giudici", alla cui funzione "si deve rispetto, un rispetto talora troppo trascurato in ossequio a un malinteso senso di libertà dai ruoli e dalle regole. Non si tratta certo di un rispetto acritico ma non va dimenticato che è il processo, il suo esito, il momento nel quale la legge diventa regola del caso concreto e non è questa una circostanza priva di significato". (segue)

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