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pubblicato il 25/gen/2011 17:16

Ruby/ Vescovi d'accordo con Bagnasco: C'è disagio morale paese

Cei: Chiamati tutti in causa, per primo chi ha più responsabilità

Ruby/ Vescovi d'accordo con Bagnasco: C'è disagio morale paese

Roma, 25 gen. (askanews) - I vescovi del Consiglio permanente della Cei hanno "apprezzato la pacatezza, la profondità e l'equilibrio di una lettura della realtà né reticente né aggressiva" del cardinale Angelo Bagnasco, che ieri ha aperto i lavori, "e nel contempo capace di dar conto del disagio morale che serpeggia nel nostro Paese": lo riferisce il portavoce della Conferenza episcopale italiana, monsignor Domenico Pompili, in una nota di sintesi della prima giornata dei lavori del 'parlamentino' della Cei. "Una forte 'unità di giudizio' da parte di tutti i membri del Consiglio permanente - afferma Pompili in una nota - è emersa nell'articolato dibattito di martedì 25 gennaio, a seguito della prolusione. Si è registrato in tutti gli interventi una profonda condivisione del tono e ancor prima dei contenuti dell'intervento del Presidente della Cei. I Vescovi hanno apprezzato la pacatezza, la profondità e l'equilibrio di una lettura della realtà né reticente né aggressiva, e nel contempo capace di dar conto del disagio morale che serpeggia nel nostro Paese. In particolare - è stato rilevato - la posizione espressa dal Presidente ha saputo tener conto di tutti i fattori in gioco, senza prestarsi a interpretazioni di parte e riconducendo la questione ad un livello culturale ed etico che chiama in causa la responsabilità di tutti, nessuno escluso. A cominciare ovviamente da chi ha maggiori responsabilità in vista del bene comune". "Nonostante il realismo della lettura - prosegue il portavoce della Cei - i Vescovi hanno apprezzato l'apertura al futuro che ha connotato l'intervento del Cardinal Bagnasco, soprattutto laddove egli rilancia come un'opportunità la sfida educativa, rappresentata soprattutto dal mondo dei giovani. Proprio questa dimensione va assecondata ed orientata dalla società che sempre di più dovrà essere 'comunità educante' e dalla comunità cristiana nel suo sforzo evangelizzatore, per tenere sotto controllo quel cinismo e quel disincanto che sempre più si fanno strada nelle pieghe della nostra cultura".

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