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pubblicato il 23/gen/2014 11:19

Ruby ter: Berlusconi indagato per corruzione di testimoni

Ruby ter: Berlusconi indagato per corruzione di testimoni

(ASCA) - Roma, 23 gen 2014 - Nuova indagine della procura di Milano a carico di Silvio Berlusconi. L'ipotesi di reato contestata nei confronti dell'ex presidente del Consiglio e' quella di corruzione in atti giudiziari. I magistrati milanesi lo accusano di aver corrotto alcuni testimoni dei processi Ruby e Ruby bis per spingerli a dichiarare il falso in aula. Oltre a Berlusconi, risultano indagati anche i suoi avvocati, i parlamentari Niccolo' Ghedini e Piero Longo, piu' altre 42 persone, praticamente tutti testimoni del processo del caso Ruby. Il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, ha affidato l'annuncio a una nota: ''In data odierna si e' proceduto alla dovuta iscrizione nel registro notizie di reato per i soggetti e i reati rispettivamente segnalati''. Erano stati i giudici della IV e V sezione penale di Milano, rispettivamente titolari dei processi soprannominati Ruby e Ruby bis, a trasmettere alla procura le motivazioni delle due sentenze sollecitando la magistratura inquirente ad approfondire la posizione di 45 soggetti. L'iscrizione di Berlusconi, dei suoi avvocati e delle 'Olgettine' nel registro degli indagati e' quindi un atto dovuto per la procura di Milano. Per le ragazze l'accusa e' quella di falsa testomonianza. L'indagine e' stata assegnata al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio. Berlusconi: ''Resto in campo''. Venti anni di guerra con la magistratura hanno fatto diventare Silvio Berlusconi, agli occhi di una parte delle toghe, ''il male assoluto, l'ostacolo da abbattere, il nemico da far scomparire dalla scena pubblica''. Ma i magistrati ''si sbagliano. Io sono qui e resto qui'', ''resto in campo, piu' convinto che mai di dover combattere fino alla fine per veder prevalere quello in cui credo profondamente. Quello in cui, insieme a me, credono milioni di italiani che amano la liberta' e vogliono restare liberi''. E' quanto sottolinea lo stesso ex premier - nel giorno in cui viene indagato dalla Procura di Milano nella cosiddetta inchiesta Ruby ter - in un messaggio inviato all'XI Incontro internazionale di giurisprudenza organizzato dal presidente dell'Associazione interparlamentare di amicizia Italia-Brasile, il senatore Domenico Scilipoti. In questi giorni ricorre il ventesimo compleanno di Forza Italia e, non ha dubbi Berlusconi, ''sono stati venti anni di guerra con una magistratura che da allora non ha mai smesso di coltivare il disegno di commissariare la volonta' degli elettori. E per aver spezzato questo disegno io sono diventato il male assoluto, l'ostacolo da abbattere, il nemico da far scomparire dalla scena pubblica''. Quante volte i magistrati ''ci hanno provato'', dice Berlusconi sostenendo che ''io e il mio gruppo abbiamo subito 57 processi, quasi 3.000 udienze, perquisizioni e ignobili intromissioni nella privacy mia, dei miei familiari, dei miei amici. Hanno provato a distruggermi in ogni modo''. In questi venti anni, sono ancora parole dell'ex premier, ''ogni giorno, una certa magistratura politicizzata alleata con la sinistra ha cercato di distruggere l'unico ostacolo che si frapponeva tra loro e il potere, cioe' Silvio Berlusconi e il suo partito: Forza Italia. Lo hanno fatto - e' l'accusa di Berlusconi - cancellando ogni principio elementare di difesa'', lo hanno fatto ''indagando i testimoni a mio favore, lo hanno fatto privandomi del mio giudice naturale''. La sentenza definitiva poi con cui Berlusconi e' stato condannato per frode fiscale ''e' stata utilizzata - sostiene lo stesso Cavaliere - per privare gli italiani moderati del loro leader in Parlamento. E per votare la mia decadenza hanno ancora una volta calpestato ogni principio del diritto e della sua civilta' millenaria, applicando retroattivamente la legge, contro la Costituzione, contro la Convenzione Europea dei diritti dell'uomo, ma soprattutto contro una regola antica come l'uomo, fondamento stesso del Diritto Romano e del vivere civile''. Quando tutto cio' e' accaduto la sinistra e i magistrati, non ha dubbi Berlusconi, ''hanno esultato. Finalmente, hanno pensato, dopo venti anni ce l'abbiamo fatta: ci siamo liberati di Silvio Berlusconi. Ora possiamo vincere davvero, possiamo conquistare il potere definitivamente''. Ma, avverte il leader di Forza Italia, ''si sbagliano. Io sono qui e resto qui, sentendo su di me chiara e forte tutta la responsabilita' che mi viene dalla fiducia e dal voto dei cittadini. Resto in campo, piu' convinto che mai di dover combattere fino alla fine per veder prevalere quello in cui credo profondamente. Quello in cui, insieme a me, credono milioni di Italiani che amano la liberta' e vogliono restare liberi''. int

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