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pubblicato il 23/gen/2014 16:42

Ruby ter: Berlusconi indagato a Milano per corruzione di testimoni

Ruby ter: Berlusconi indagato a Milano per corruzione di testimoni

(ASCA) - Milano, 23 gen 2014 - Se ci sia stata o meno corruzione, saranno i vari gradi di giudizio a stabilirlo. Certo e' che Silvio Berlusconi non ha mai fatto mistero di aver corrisposto una somma compresa tra i 2.500 ai 3.000 euro al mese a tutte, o quasi, le 'Olgettine' protagoniste delle serate di Villa San Martino. Soldi che l'ex premier ha sempre detto di aver versato spinto da ''generosita''' nei confronti di giovani ragazze che a suo giudizio - complice il ciclone giudiziario dei processi Ruby - hanno avuto la vita ''rovinata'' dalla morsa della Procura di Milano e una carriera stroncata per il danno di immagine provocato dallo scandalo. Aiutare ciascuna di loro con un 'vitalizio' a 3 zeri, a Berlusconi e' sempre apparso naturale. Il punto e' che nel frattempo l'ex presidente del consiglio e' finito sotto processo proprio per il cosiddetto caso Ruby. E che quelle stesse ragazze sono state chiamate a sfilare, una per una, sul banco dei testimoni. Fornendo ciascuna di loro sempre la stessa versione dei fatti: niente sesso ad Arcore, hanno detto quasi tutte le 'papi girls' sotto giuramento, solo ''cene eleganti'' al massimo condite con da balli burlesque. Ecco, l'inchiesta gia' soprannominata ''Ruby ter'' sta tutta qui. Le indagini affidate al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio (Ilda Boccassini non fa parte della squadra di pm per altri ''impegni pressanti'') dovranno stabilire se c'e' un collegamento tra il fiume di denaro versato da Berlusconi alle Olgettine dal 2011 in avanti e le testimonianze (tutte risultate poi false) rese dalle stesse Olgettine nei due processi Ruby. Il sospetto degli inquirenti e' che dietro la 'generosita'' di Berlusconi si nasconda in realta' una maxi-corruzione di testimoni. E' vero, come ha precisato il procuratore capo di Milano, che l'avvio dell'inchiesta Ruby ter ''e' un atto dovuto''. La Procura e' stata insomma 'costretta' ad aprire un nuovo fascicolo di indagine sulla base delle indicazioni contenute nelle motivazioni della doppia sentenza Ruby. Nel provvedimento, i giudici milanesi indicano in Berlusconi il colpevole di un ''inquinamento probatorio''. Perche' a loro giudizio, versare ogni mese almeno 2.500 euro ''a soggetti che devono testimoniare in un processo nel quale colui che elargisce la somma e' imputato'' rappresenta ''non un'anomalia, ma un fatto illecito''. Ma e' altrettanto vero che per questo ''atto dovuto'' Berlusconi rischia grosso: le pene previste dal codice penale per il reato di corruzione in atti giudiziari vanno da un minimo di 4 a un massimo di 10 anni di carcere. E, paradossalmente, a mettere nei guai l'ex premier potrebbe essere la ex Cirielli, legge voluta e approvata nel 2005 dal governo da lui presieduto nel bel mezzo dello scandalo giudiziario sulla presunta corruzione dell'avvocato inglese David Mills. E' una norma 'bifronte': da un lato impone il taglio dei tempi di prescrizione per gli incensurati (motivo per cui venne subito bollata dalle forze di opposizione come ennesima legge 'ad personam'), ma dall'altro cancella ogni tipo di beneficio per i recidivi. Cosi' Berlusconi, che a tutti gli effetti e' un pregiudicato (per la condanna definitiva a 4 anni nel caso Mediaset e per quella a 7 anni in primo grado nella vicenda Ruby), rischia il massimo della pena: codice alla mano, 10 anni di carcere. Sotto indagine, per il Ruby ter, ci sono in tutto 45 persone. Oltre all'ex premier e a quasi tutte le Olgettine, nel registro degli indagati figurano i nomi dei suoi due avvocati (il senatore Niccolo' Ghedini e il deputato Piero Longo), diversi politici (la senatrice nonche' sua stretta collaboratrice Maria Rosaria Rossi, l'eurodeputata Licia Ronzulli, l'ex viceministro degli esteri Bruno Archi, il deputato Valentino Valentini), due ex consiglieri regionali della Lombardia (Nicole Minetti e l'ex massaggiatore del Milan Giorgio Puricelli), un funzionario di polizia (Giorgia Iafrate, attuale numero due della squadra volante di Milano), due giornalisti (l'ex direttore del Tg5 Carlo Rossella e la 29enne Silvia Trevaini, impiegata nella redazione on line del Tgcom 24) e altrettanti musicisti (Mariano Apicella e il pianista Danilo Mariani). Tutti fedelissimi dell'ex premier. E tutti accusati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e rivelazione di segreto d'ufficio. I guai non sono finiti neppure per Ruby e questa volta si allargano ai suoi piu' stretti familiari: oltre alla giovane marocchina, l'inchiesta coinvolge suo padre Mohamed El Mahroug e il suo compagno Luca Risso. fcz/mau

 

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