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pubblicato il 18/gen/2011 05:10

Ruby/ L'ira del premier per 'indecente violazione della privacy'

Berlusconi turbato anche dal modo in cui viene descritto

Ruby/ L'ira del premier per 'indecente violazione della privacy'

Roma, 18 gen. (askanews) - Oggi rientrerà a Roma dove ha in programma un pranzo a Villa Madama con il presidente sloveno, Danilo Turk. Ma Silvio Berlusconi ha passato la giornata di ieri in riunione pressoché permanente con i suoi avvocati.Dal suo entourage fanno sapere che l'ipotesi che si dimetta non esiste, anche perché tra le mura di palazzo Chigi ha ricominciato ad aggirarsi lo spettro di un governo tecnico e il premier non intende fargli posto facilmente. L'effetto 'first lady' per un po' ha funzionato, ovvero l'idea di rivelare l'esistenza di una misteriosa fidanzata (copyright dell'avvocato Ghedini) per qualche ora ha reso possibile accostare il nome del presidente del Consiglio, più alle chiacchiere 'rosa' che alle implicazioni giudiziarie del caso Ruby (chi da una parte giura di conoscerla, chi dall'altra parla di bufala, in mezzo il toto-nomi delle favorite). Ma poi la notizia è svaporata quando è arrivata alla Camera la lettera con cui i pm di Milano chiedono alla Giunta l'autorizzazione a procedere e parlano di giovani donne che si sono prostituite con il premier e che ne hanno avuto in cambio "elargizioni in denaro" oltre al comodato d'uso gratuito degli appartamenti dell'Olgetta. Le intercettazioni riportate nelle 389 pagine pervenute a Montecitorio, il Cavaliere se le è lette e rilette nel week end, furibondo - si spiega - non soltanto per quella che considera una indecente violazione della privacy verso se stesso e verso i suoi ospiti, ma anche - colpo al suo orgoglio maschile - dal modo in cui viene descritto dalle fanciulle. Perché chi ha avuto modo di parlarci spiega che il premier ancor prima che dall'esito del processo, sia preoccupato dallo "sputtanamento" urbi et orbi, dell'uso a fini più mediatici che giudiziari che avranno le intercettazioni. Già nel messaggio di ieri ai 'Promotori', Berlusconi aveva delineato la strategia di 'difesa' rispetto a questo punto. E' noto a tutti - spiegava il premier - che "molto spesso nelle conversazioni private, tra amici, ci si vanta magari per gioco di cose mai accadute o si danno giudizi superficiali per amore della battuta". Chissà se si riferiva, per esempio, a quelle telefonate in cui Ruby dice di avergli chiesto 5 milioni in cambio del silenzio (cosa peraltro ieri smentita dall'avvocato che si occupava dell'affidamento della ragazza).

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