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pubblicato il 28/mar/2011 18:52

Ruby/ Domani nuovo parere su conflitto, si va verso voto Aula

Giunta per il Regolamento alle 16, mercoledì Ufficio presidenza

Ruby/ Domani nuovo parere su conflitto, si va verso voto Aula

Roma, 28 mar. (askanews) - Arriverà domani pomeriggio il secondo parere sulla domanda avanzata alla Camera dai capigruppo di maggioranza di sollevare un conflitto di attribuzione contro l'autorità giudiziaria di Milano che ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi per il caso Ruby: si tratta del parere della Giunta per il Regolamento che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ritenuto "opportuno" chiedere visto che il caso, come ha rilevato la terza carica dello Stato, presenta tratti "inediti" e "non risulta riferibile direttamente" ad alcun precedente. Sulla materia si è già espressa la Giunta per le Autorizzazioni che ha approvato a maggioranza, con un solo voto di scarto, un parere favorevole alla richiesta dei capigruppo di Pdl, Lega e Responsabili, Fabrizio Cicchitto, Marco Reguzzoni e Luciano Sardelli, sottolineando che il caso deve essere sottoposto al voto dell'Aula. E, dall'intervento con cui Fini ha avviato la discussione giovedì scorso nella prima riunione della Giunta per il Regolamento, non è difficile dedurre che il presidente della Camera, cui spetta l'ultima parola sulla questione, non è intenzionato ad andare contro il parere uscito dalla Giunta di Pierluigi Castagnetti. Dopo il parere della Giunta per il regolamento, il caso Ruby passerà al vaglio dell'Ufficio di presidenza, già convocato per mercoledì 30 alle 9 del mattino: aprendo la seduta della Giunta giovedì scorso Fini ha ricordato che mancando nel regolamento della Camera una disciplina sulla materia e considerando la prassi l'ufficio di presidenza come una sorta di 'filtro', "la valutazione negativa di tale organo ha condotto alla mancata sottoposizione della questione all'Assemblea". Ma non è questo il caso, ha rilevato il presidente della Camera, ricordando che "a differenza dei tre precedenti di valutazione negativa dell'Ufficio di presidenza, nel caso in esame la richiesta di elevazione di un conflitto fa esplicito seguito a una precedente deliberazione dell'Assemblea del 3 febbraio scorso in ordine alla restituzione all'autorità giudiziaria degli atti relativi alla richiesta di autorizzazione all'esecuzione di una perquisizione domiciliare adottata ritenendosi dovuta da parte della procura la trasmissione degli atti al Tribunale dei ministri. La richiesta di elevare il conflitto, dunque, nel caso di specie è considerata dai richiedenti lo strumento per assicurare, in sede di contenzioso costituzionale, una tutela effettiva della volontà già manifestata dall'Assemblea". Inoltre, ha rilevato Fini, "in due dei precedenti richiamati, l'ufficio di presidenza deliberò all'unanimità o comunque a larghissima maggioranza" cosa che "rese naturale la mancata sottoposizione della questione all'Assemblea". Mentre oggi "la composizione dell'ufficio di presidenza, escludendo il presidente, vede una sottorappresentanza dei gruppi di maggioranza (9 membri) a fronte dei gruppi di opposizione (10 membri)". Un ragionamento, quello fatto dal presidente della Camera, che lascia intendere quale sarà con ogni probabilità la sua decisione finale: sottoporre la decisione sul conflitto di attribuzione all'Aula dove il voto sarà palese ma senza registrazione dei nomi.

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