lunedì 20 febbraio | 21:45
pubblicato il 20/gen/2011 05:10

Ruby/ Berlusconi: Punire i pm. Casini: è dichiarazione di guerra

Bossi sostiene il premier: "lo hanno massacrato"

Ruby/ Berlusconi: Punire i pm. Casini: è dichiarazione di guerra

Roma, 20 gen. (askanews) - Basta un particolare, a volte. Quello in questione descrive la linea scelta da Silvio Berlusconi, lo scontro frontale con magistrati che a suo dire hanno violato la Costituzione. Il Cavaliere, in un nuovo videomessaggio ai Promotori della libertà, non 'rispetta' il testo sbobinato e invece di invocare una "adeguata reazione" parla di una "punizione" per i magistrati che indagano sul caso di Ruby. Il presidente del Consiglio - anche ieri per tutta la giornata nella sua residenza romana di Palazzo Grazioli insieme all'avvocato Niccolò Ghedini - sfrutta il videomessaggio per un affondo durissimo: i pm di Milano in "violazione" dei "più elementari principi costituzionali" e, in particolare contro i testimoni, hanno usato "una procedura irrituale e violenta indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza una adeguata punizione". Ma non basta. I pm, attacca il premier, vogliono "sovvertire il voto popolare". Lui, Berlusconi, andrebbe anche di fronte ai magistrati, ma se questi fossero "super partes". Cade dunque nel vuoto l'appello delle opposizioni, che lo avevano invitato a presentarsi in Procura o dimettersi. "Alla Camera abbiamo ottenuto anche oggi la fiducia, l'opposizione è stata sconfitta", ricorda il premier a proposito del sì ottenuto per il documento sulla Giustizia votato ieri a Montecitorio. E Berlusconi in serata incassa il pieno appoggio, esplicito, dell'alleato Bossi. "L'hanno massacrato, non si è mai sentito di un presidente del consiglio massacrato in quel modo". Così il leader della Lega - che è andato a cena dal premier con tutto lo stato maggiore della Lega. "Pensate se agli uomini non piacessero le donne...", ha aggiunto. Pochi minuti dopo il messaggio però le esplosive accuse alla magistratura hanno scatenato nell'opposizione reazioni indignate. Particolarmente duro è il leader Udc Pier Ferdinando Casini: "Chi vince le elezioni non è il padrone del paese. Nessun leader democratico può minacciare una punizione ai giudici che lo accusano. Da Berlusconi è venuta una dichiarazione di guerra". Anche il Pd critica il premier, denunciando per bocca di Anna Finocchiaro parole "pericolose" e "fuori da ogni limite". Per Dario Franceschini, invece, l'attacco ai giudici è un "trucco" per "spostare l'attenzione" e c'è da augurarsi che nessuno cada nel tranello. Ieri la Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha rinviato a martedì prossimo l'avvio dell'esame della richiesta di perquisizione in uno degli uffici del premier per esaminare meglio le carte e preparare una relazione. Berlusconi è indagato per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile e per questo ha ricevuto un invito a comparire per il 22, 23 e 24 gennaio.

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