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pubblicato il 18/giu/2016 10:35

Roma, Zanda: in Pd se c'è chi rema contro lo fa sottotraccia

"Dietro Giachetti eredità grandi sindaci, Raggi non ha dimostrato nulla"

Roma, Zanda: in Pd se c'è chi rema contro lo fa sottotraccia

Roma, 18 giu. (askanews) - A Roma nel Pd "non credo ci sia chi rema contro e se c'è qualcuno che lo fa si muove sottotraccia". Lo afferma il capogruppo Dem Al Senato Luigi Zanda, in una intervista al "Messaggero".

Per quanto riguarda il "caso" D'Alema, Zanda si limita a dire che "ho letto smentite e conferme su D'Alema. Sto a quello che ha dichiarato ufficialmente". Però, aggiunge, "io non suggerirei a nessuno di fare l'assessore di un sindaco avversario del mio partito".

Comunque, sottolinea, "senza l'unità del Pd non è solo il partito ad essere danneggiato è l'intero sistema politico ad esserlo. In questo momento con un centrodestra spappolato e due forze antisistema come Lega e Cinquestelle, l'unità del Pd è una garanzia per la tenuta della democrazia italiana".

In attesa dei ballottaggi di domani, Zanda rileva che "il Pd nelle quattro città più importanti dove si vota ha ottimi candidati e la loro elezione aiuterebbe molto queste città a crescere ancora. Eleggere un sindaco al posto di un altro produce conseguenze solo sulla città".

In particolare nella capitale, "Giachetti è una persona esperta ed onesta. Ha una solida esperienza che si rifà a due grandi sindaci di questi tempi come Rutelli e Veltroni e che si collega ad altri due grandi sindaci della vecchia scuola come Argan e Petroselli. Dall'altra c'è una candidata di cui non sappiamo nulla se non che ha iniziato a lavorare nello studio Previti, ha fatto la presidente di una società quantomeno discussa, che in consiglio comunale non ha mai aperto bocca e nelle sue autocertificazione ha mancato di trasparenza per colpa o per dolo, come dice dice Alfonso Sabella. Una candidata alla quale il suo partito fa sottoscrivere una sorta di contratto che la condiziona persino nella scelta dei collaboratori. Osservo al Senato un partito, il M5s, che era entrato con cinquantatre senatori e diciannove sono scappati a gambe levate. Non mi sembra una garanzia per Roma e consegnare una delle più importanti città del mondo ad una candidata che non ha dimostrato nulla delle sue capacità è pericoloso", conclude.

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