venerdì 20 gennaio | 11:49
pubblicato il 09/ott/2015 10:49

Roma, Marino si dimette ma attacca: spero non torni il malaffare

"Dal lavoro fatto in questi anni passa il futuro di Roma"

Roma, Marino si dimette ma attacca: spero non torni il malaffare

Roma (askanews) - "Ho compiuto la mia scelta: presento le mie dimissioni. Sapendo che queste possono per legge essere ritirate entro venti giorni.

Non è un'astuzia la mia: è la ricerca di una verifica seria"

Alla fine di un tira e molla mediatico durato un'intera giornata le annunciate dimissioni di Ignazio Marino, da Sindaco di Roma sono state rese note dallo stesso primo cittadino della Capitale tramite questo video messaggio.

Marino, dunque, lascia la poltrona di sindaco ma potrebbe ripensarci, intanto però qualche sassolino dalla scarpa se lo toglie.

"Spero e prego - ha detto Marino - che questo lavoro, in un modo o nell'altro, venga portato avanti, perché non nascondo di nutrire un serio timore che immediatamente tornino a governare le logiche del passato, quelle della speculazione, degli illeciti interessi privati, del consociativismo e del meccanismo corruttivo-mafioso che purtroppo ha toccato anche parti del Pd e che senza di me avrebbe travolto non solo l'intero Partito democratico ma tutto il Campidoglio".

Sul sindaco grava lo scandalo artefatto delle cene personali pagate come rimborso spese.

"Nessuno pensi o dica - ha continuato l'ex Sindaco - che lo faccio come segnale di debolezza o addirittura di ammissione di colpa per questa squallida e manipolata polemica sulle spese di rappresentanza e i relativi scontrini successivamente alla mia decisione di pubblicarli sul sito del Comune. Chi volesse leggerle in questo modo è in cattiva fede. Ma con loro non vale la pena di discutere".

In realtà le dimissioni arrivano al culmine di un crescendo di critiche e accuse con continui attacchi non solo delle opposizioni ma anche dello stesso Partito Democratico.

"Tutto il mio impegno - ha concluso - ha suscitato una furiosa reazione. Sin dall'inizio c'è stato un lavorio rumoroso nel tentativo di sovvertire il voto democratico dei romani. Questo ha avuto spettatori poco attenti anche tra chi questa esperienza avrebbe dovuto sostenerla. Oggi quest'aggressione arriva al suo culmine".

Nell'attesa di sapere cosa farà Marino nei prossimi 20 giorni, si apre il totonomi su chi potrà essere il prossimo sindaco della Capitale, con i 5 stelle che si dicono pronti a conquistare il Campidoglio e Matteo Salvini che lancia Giorgia Meloni e annuncia: stavolta correrà anche la Lega.

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