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pubblicato il 30/apr/2014 13:24

Riforme: Zanda e Boschi, a passo da intesa storica. Fi non si sfilera'

Riforme: Zanda e Boschi, a passo da intesa storica. Fi non si sfilera'

di Angelo Mina. (ASCA) - Roma, 30 apr 2014 - ''Siamo a un passo dall'intesa.

Un fatto storico. E cerchero' a tutti i costi di portare il gruppo compatto a sottoscriverla''. Parole del presidente dei senatori democratici Luigi Zanda che nel day after della riunione di ieri dei senatori con Matteo Renzi, conferma il deciso cambiamento del clima, tanto da fare presupporre una posizione unitaria del Pd sulla riforma del Senato. Unita' che dovrebbe ricomprendere anche il ''dissidente'' piu' ostico, quel Vannino Chiti che aveva presentato un ddl alternativo a quello del governo, a partire dalla previsione di elezione diretta dei senatori.

Un'atmosfera positiva che viene confermata anche dalla ministra per le riforme Maria Elena Boschi che parla di un'intesa su quasi tutto e con un punto rimasto da chiarire: quello relativo alla designazione dei nuovi senatori. In sostanza, quel che resta da chiarire, dopo la proposta di Renzi di lasciare la decisione del ''come'' alle Regioni e' se debba essere un'elezione di secondo grado da parte dei consigli regionali oppure attraverso dei listini che vengono proposti agli elettori alle elezioni regionali. Una terza ipotesi che e' stata fatta e' quella di promuovere al Senato i consiglieri regionali che sono piu' votati. L'orientamento che sta prevalendo e' quello di una fase transitoria, nella quale i consigli regionali eleggono al loro interno i nuovi senatori. Successivamente sarebbero le Regioni a decidere il ''come'', ovvero se continuare a eleggere (in secondo grado) i consilieri-senatori oppure se adottare i listini. Questo in coerenza al fatto che le Regioni hanno diversi sistemi elettorali a seconda dei rispettivi statuti. Va da se' comunque che le designazioni dovranno rispettare un criterio di proporzionalita' per evitare che logiche troppo maggioritarie danneggino la rappresentanza delle minoranze. Zanda. dopo aver sottolineato che l'unita' dei democratici gia' c'era sull'obiettivo di porre fine al bicameralismo perfetto e sull'assegnazione del rapporto politico fiduciario verso il governo alla sola Camera dei deputati, ha ricordato che l'intesa raggiunta riguarda anche la partecipazione del Senato alle leggi di revisione costituzionale, sulle leggi elettorali e sulle nomine degli organi di garanzia quali il Csm, la Corte costituzionale e l'elezione del presidente della Repubblica. Ma il compito principale e proprio del Senato come per il Bundesrat tedesco sara' quello di sintesi e di garanzia nei rapporti tra il territorio, gli enti locali e lo Stato centrale. Per quanto riguarda l'elezione del presidente della Repubblica, Zanda ha spiegato che si sta ancora riflettendo se allargare la rappresentanza dei senatori o se prevedere che l'elezione del Presidente , in seduta comune, debba avvenire con il quorum dei due terzi: questo per evitare che siano le maggioranze politiche del momento a eleggersi il proprio capo dello Stato''. Per il resto, in particolare sulla proporzionalita' del numero dei senatori alla popolazione delle singole Regioni, l'accordo c'e' sia dentro il Pd sia fuori, specie per Fi.

Dopo l'apertura di mediazione di Renzi, e' stata superata anche l'obiezione sul numero eccessivo di senatori espressione dei sindaci. C'e' un'intesa a privilegiare le Regioni e la stessa cosa dovrebbe avvenire anche per i senatori previsti di nomina del Quirinale che dagli originari 21 potrebbero scendere a 5. Altro punto di intesa che sta confermandosi nella Commissione Affari costituzionali e' quello dei tempi. Anzitutto -come ha annunciato la ministra Boschi- con uno slittamento al 6 maggio della data per l'approvazione del testo unico che era invece prevista per oggi. Slittamento anche della data per l'approvazione del ddl di riforma in prima lettura, non piu' il 25 maggio ma per per il 10 giugno. Slittamento quest'ultimo che politicamente risponde al ''niet'' di Berlusconi che non vuole ''dare la bandierina'' delle riforme a Renzi proprio nel giorno delle elezioni europee. Comunque, nonostante le pressioni da clima elettorale, alla domanda se regga l'accordo con Forza Italia sia Zanda sia la Boschi si sono dichiarti fiduciosi. ''Credo -ha detto Zanda- che nessuno abbia interesse a sfilarsi da una riforma che e' richiesta e attesa da tutto il Paese. E comunque, c'e' una maggioranza ben precisa di governo. E c'e' una maggioranza per le riforme piu' larga''. ''C'e' in campo una proposta di mediazione'' sottolinea la Boschi che aggiunge: ''Abbiamo tutto il tempo per discuterne. Vedremo cosa proporra' Forza Italia e troveremo l''accordo''. min/red/ss

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