martedì 17 gennaio | 06:06
pubblicato il 23/apr/2014 18:25

Riforme: Zanda, ddl governo sia testo base. Emendamenti per condivisione

(ASCA) - Roma, 23 apr 2014 - ''Attenzione a non commettere gli errori del passato, a non approvare le 'regole del gioco' con i soli voti della maggioranza del momento''. Cosi' il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda interviene nel corso dei lavori della Commissione Affari Costituzionali. Zanda prosegue il suo intervento spiegando di non essere colpito dalle ''tante opinioni diverse del dibattito attuale'' che reputa ''fisiologiche quando si parla di Costituzione''. ''Mi colpisce di piu' - spiega - la difficolta' da parte del Parlamento e anche dell'opinione pubblica di assumere uno 'spirito costituente'. C'e' troppa attenzione allo scontro politico attuale, troppa ansia a risponderci anche con durezza l'uno all'altro, colpo su colpo. Spesso la polemica prende il sopravvento sull'analisi e sulla riflessione. Su molti punti - aggiunge - le opinioni convergono. Concordiamo sull'urgenza delle riforme, necessarie per far funzionare meglio lo Stato, per aiutare la ripresa economica, per restituire credibilita' all'Italia in Europa dopo anni in cui le riforme sono state solo annunciate. C'e' accordo sulla riduzione del numero dei parlamentari e sulla necessita' di superare il bicameralismo paritario cambiando il Senato che non potra' piu' essere eletto dai cittadini. Il nuovo Senato dovra' partecipare alla modifica della Costituzione e, mi auguro, delle leggi elettorali, all'elezione del Presidente della Repubblica, dei componenti della Corte Costituzionale e del Csm. Egualmente sara' utile dare al Senato il potere di rinvio preventivo alla Consulta di leggi sulle quali si nutrono dubbi di costituzionalita'''. ''Ci sono poi, ovviamente, questioni su cui bisogna lavorare ancora. Va certamente approfondita l'opportunita' dei 21 componenti nominati dal Capo dello Stato e anche il sistema di elezione dei senatori. Ci sono, su questo punto, posizioni diverse: vanno dall'elezione diretta, alla nomina di diritto, all'elezione di secondo grado sulla quale io concordo. Su questi punti bisogna lavorare ancora ma l'elezione di secondo grado non puo' essere considerata antidemocratica, non puo' essere considerata un vulnus alla partecipazione democratica''. In merito al rapporto tra riforma del Senato e del Titolo V e Italicum, Zanda ha detto: ''Non si puo' condizionare la modifica della Costituzione a un dld che ancora non e' legge''. E ha infine auspicato che la Commissione assuma come testo base quello del governo: ''Essendo gia' stato approvato dal Cdm - spiega - il testo e' gia' definito a livello di maggioranza. Ho dubbi che si possa trovare un altro testo che raccolga una base cosi' ampia. Sara' il lavoro emendativo dei senatori a produrre in nuovo testo''. com/vlm

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