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pubblicato il 28/giu/2013 09:27

Riforme: Zanda, accordi escludevano modifiche al ddl

(ASCA) - Roma, 28 giu - ''Noi diciamo subito che la giustizia e' espressamente fuori dal perimetro delle riforme costituzionali. Il Titolo V della Costituzione era stato espressamente tralasciato nel ddl licenziato dal governo. E non per caso. Questa e' stata una decisione politica presa un consiglio dei ministri dove siede il vicepremier Angelino Alfano, che e' il segretario del Pdl''.

Lo ha chiarito il capogruppo del Pd al Senato, Lugi Zanda, in un'intervista a La Stampa. Dalle pagine del quotidiano torinese Zanda ha spiegato che ''le riforme costituzionali vanno approvate a maggioranza larghissima. Sarebbe stato quantomeno opportuno che emendamenti di questa portata fossero stati preceduti da una riflessione comune''. Questo non implica che il tema giustizio vada affrontato perche' ''ci sono urgenze assolute su cui intervenire''. Quanto al tema dell'ineleggibilita'' di Berlusconi, Zanda ha spiegato che ''i senatori in Giunta si dovranno comportare secondo coscienza''.

brm/cam/bra

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