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pubblicato il 08/apr/2014 11:25

Riforme: Zanda a gruppo, ok Senato entro 25/5 lavorando su testo governo

Riforme: Zanda a gruppo, ok Senato entro 25/5 lavorando su testo governo

+++Il capogruppo apre a modifiche ma tiene fermi paletti, in primis il 'no' all'eleggibilita' diretta. ''Dibattito gruppo Pd portera' a posizione unitaria''+++.

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(ASCA) - Roma, 8 apr 2014 - Si' a modifiche ma nel rispetto dei paletti posti dal governo in tema di riforma del Senato, con l'obiettivo di giungere alla scadenza proposta del 25 maggio con una ''posizione unitaria''. Sono queste le condizioni e l'auspicio poste dal capogruppo Luigi Zanda all'assemblea dei senatori del Pd che e' riunita a Palazzo Madama per discutere delle riforme, in particolare della proposta presentata dai 'dissidenti' (ddl Chiti) sul Senato.

Una proposta che vede come suo fulcro l'introduzione dell'elegibilita' diretta del Senato, a quel che appare esclusa dalle aperture di Zanda.

''Le difficolta' e le contraddizioni interne a molti dei gruppi presenti in Senato spingono le senatrici e i senatori del Pd a un supplemento di responsabilita' in termini politici e parlamentari - ha detto Zanda introducendo i lavori dell'assemblea delle senatrici e dei senatori democratici -. Pertanto l'obiettivo del gruppo del Pd al Senato deve essere da una parte tenere ferma la data del 25 maggio come scadenza ultima di approvazione in prima lettura della riforma del Senato, dall'altra portare tutti i senatori del gruppo uniti all'approvazione della riforma. In sintesi rispetto dei tempi e unita'. Abbiamo tenuto gia' tre assemblee, oggi la quarta, continueremo il nostro dibattito interno nel modo piu' approfondito possibile. Pero' presto, molto presto, dobbiamo arrivare a una posizione unitaria''. Zanda ha ricordato che alla data del 25 maggio ''manca pochissimo'' e di ''aver gia' sollecitato il governo affinche' depositi al piu' presto il Ddl costituzionale''.

Quindi ha spiegato: ''Sara' bene impostare il lavoro dei senatori immaginando un'attivita' parlamentare emendativa e migliorativa sul testo del governo, con proposte che si muovano all'interno dei 'paletti' che la Direzione del Pd ha approvato. Il Senato non sara' piu' eletto direttamente dai cittadini, non dara' la fiducia al governo ne' approvera' le leggi di bilancio e, invine, i senatori non riceveranno emolumenti''. Zanda ha quindi illustrato all'assemblea le sue proposte di modifica, ''gli emendamenti - ha detto - sui quali sto lavorando''. ''Poiche' modificheremo la Costituzione e il potere legislativo e' necessario prevedere un referendum confermativo; serve poi una migliore distribuzione dei nuovi senatori e bisogna renderla piu' proporzionale con le dimensioni delle Regioni di appartenenza. Per quel che riguarda le funzioni, bisognera' riflettere se consentire al Senato di partecipare all'elaborazione e all'approvazione delle leggi elettorali''.

Zanda ha quindi aggiunto che vorrebbe anche proporre ''un miglior coordinamento tra le modifiche della Costituzione e quelle ai regolamenti parlamentari, nonche' riprendere l'idea di affidare alla Corte Costituzionale le attuali competenze della Giunta delle elezioni e, quindi, l'intero trattamento delle immunita' parlamentari''. njb

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