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pubblicato il 29/nov/2013 16:49

Riforme: strategia 'morotea' attenzione, Letta prova a recuperare FI

Riforme: strategia 'morotea' attenzione, Letta prova a recuperare FI

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 29 nov - Ha usato un'espressione di stile moroteo il premier Enrico Letta, che a proposito di Forza Italia ha parlato di ''logica dell'attenzione'' e ''volonta' di non chiudere la porta'' al dialogo. Logica o se si preferisce strategia dell'attenzione, che sembra ispirare tutte le prese di posizione politiche verso Forza Italia. Nessuna reazione sopra le righe o anche solo stizzita si e' avuta, nonostante alcune provocazioni politiche, come quella dei capigruppo forzisti Brunetta e Romani, che hanno sostenuto la decadenza di duecento parlamentari se la Corte Costituzionale dovesse bocciare il premio di maggioranza del Porcellum. Lo stesso premio che ha portato in Parlamento i duecento da far decadere. La questione riforme non la si ritiene chiusa e si spera che FI, e quindi Berlusconi, non decidano di mettersi di traverso in una rappresaglia da ''muoia Sansone con tutti i Filistei''. Ecco dunque l'assicurazione di Letta (durante la conferenza stampa a Vilnius) che ''il dialogo e' aperto, non solo con FI, ma anche con le altre forze politiche disponibili''. Il presidente del Consiglio ha voluto essere molto esplicito, chiarendo che la verifica e la nuova fiducia che il governo chiedera' in Parlamento e' finalizzata anche a fare chiarezza su ''come si collochera' Forza Italia, sul tipo di opposizione che vuole svolgere'', perche', ha detto, ''negli ultimi passaggi parlamentari non si e' ben capito se il gruppo di Berlusconi abbia deciso di mettersi all'opposizione del governo, che e' cosa naturale, o se abbia scelto la strada dell'opposizione al sistema, ovvero se abbia rinunciato a partecipare costruttivamente alle riforme istituzionali e alla stesura della nuova legge elettorale''. E le riforme istituzionali, ha sottolineato Letta ''sono sicuramente nella nuova agenda che il governo definira' per il 2014, cosi' come ci sono le riforme economiche''. Questa ''logica dell'attenzione'' non ferma pero' l'iniziativa del governo, ad esempio col ministro delle riforme, Gaetano Quagliariello, che procede nei contatti e nei confronti in vista di una ripresa dell'iter della legge elettorale (al Senato) e della riforma Costituzionale, in attesa nella Commissione Affari costituzionali alla Camera. Lo stesso ministro oggi si e' incontrato con il presidente del Senato, Pietro Grasso, col quale (un comunicato lo ha confermato) ha parlato di ''riforme istituzionali e le proposte di modifica della legge elettorale''. Al Senato il filo sulla legge elettorale sara' ripreso nella serata (ore 20) di lunedi' prossimo, dove nella Commissione Affari costituzionali restano da esaminare e votare due ordini del giorno a favore del Mattarellum, dopo che e' stata bocciata la proposta per un sistema a doppio turno. Ma le attese maggiori riguardano la Corte Costituzionale, che il prossimo 3 dicembre si riunira' per decidere l'ammissibilita' o meno del ricorso contro il Porcellum. La decisione di merito non si avra' -pare- prima della meta' di dicembre, se non dopo Natale. Nel frattempo il governo continua nel suo ruolo. ''Il governo -ha dichiarato il ministro Quagliariello, intervenendo ad Agora' su Rai3-, sta facendo di tutto per sollecitare il Parlamento e io sono convinto che prima del 3 dicembre arrivera' un segno che la nuova maggioranza, ricompattata, sulla legge elettorale vuole fare sul serio e vuole trovare una soluzione. Se questa soluzione non ci sara' e ci dovesse essere una sentenza della Corte, a quel punto diventera' un obbligo per il governo attuarla. Il governo quindi non potra' fare a meno di prendersi le sua responsabilita'''. Sempre per quanto riguarda la legge elettorale, Quagliariello ha ammesso che e' materia di competenza parlamentare, ''ma la priorita' -ha sottolineato- la si puo' rispettare fino a quando e' possibile. Nel momento in cui dovesse esserci una decisione della Corte che metta in dubbio alcuni punti di questa legge, il governo dovrebbe tenerne conto''. In modo molto sfumato ma molto chiaro e' intervenuto anche il presidente della Repubblica che in un messaggio di risposta al congresso del Psi in corso a Venezia, ha parlato delle riforme come ''improcrastinabili''. ''Senz'altro condivisibile e' il votro richiamo -scrive Napolitano- alla necessita' di una riforma, ormai improcrastinabile, della struttura dello Stato e delle pubbliche amministrazioni e di un profondo rinnovamento della partecipazione politica, per contrastare quei fenomeni di inefficienza e di conseguente delusione e distacco che hanno finito con l'oscurare il senso piu' autentico della profondita' e vitalita' dello sviluppo democratico''. min/vlm

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