martedì 17 gennaio | 16:51
pubblicato il 28/mag/2014 17:00

Riforme: si riparte dal Senato. I 'consigli' di Augusto Barbera

di Angelo Mina. (ASCA) - Roma, 28 mag 2014 - In tema di riforme, l'ultima volta era al Senato nella Commissione Affari costituzionali, dove il testo base adottato era stato il ddl del governo, anche se con l'intesa di approfondire la questione e di procedere a modifiche. Al centro -o meglio epicentro- delle discussioni l'elettivita' o meno del nuovo Senato al quale verrebbe tolto il rapporto politico fiduciario verso il governo, riservato al ramo ''politico'' rappresentato dalla Camera dei deputati. Da li' si e' ripreso il lavoro in Commissione, con una serie di audizioni di esperti della materia per arrivare ad un chiarimento che permetta ai senatori di fare la scelta e di prendere una decisione. L'intervento di maggior rilievo, per il suo carattere organico e particolareggiato, ma anche per la qualita' delle argomentazioni e' quello svolto dal professore Augusto Barbera, tra i maggiori costituzionalisti italiani, che peraltro era stato chiamato anche a fare parte di quel Commissione dei saggi voluta dal governo Letta per predisporre una sorta di istruttoria da mettere a disposizione del Parlamento. Nel suo intervento Barbera ha in sostanza ''promosso'' l'impostazione del ddl del governo relativo al nuovo Senato e al Titolo V della Costituzione, indicando anche i punti deboli e quelli da cambiare assolutamente per evitare nuovi equivoci o ostacoli istituzionali e suggerendo le possibili modifiche migliorative. Per quanto riguarda la fine del bicameralismo perfetto e il nuovo Senato, ''la soluzione progettata dal Governo -spiega Barbera- segue i modelli di quelle democrazie parlamentari che non hanno adottato la scelta monocamerale, facendo della seconda Camera (tranne la Camera dei Lord) la sede della collaborazione all'attivita' legislativa delle autonomie regionali e locali. In tutte le grandi democrazie, infatti, o si e' adottata una soluzione monocamerale (i Paesi del Nord Europa o quelli di nuova indipendenza) o si e' adottato un bicameralismo ''ineguale'': una sola Camera, di diretta derivazione popolare, concede la fiducia ed e' affiancata da una Camera espressione dei governi o delle comunita' regionali, chiamata a collaborare in varie forma al procedimento legislativo, fermo restando che sempre l'ultima parola spetta alla Camera che esprime la rappresentanza nazionale''. Questo testo, sottolinea Barbera, ''puo' porre fine all'anomalia italiana del bicameralismo perfetto. Qualora invece si dovessero accettare le proposte di elezione diretta del Senato , previste in alcuni progetti, si introdurrebbe un'altra anomalia, tenuto conto che in nessuna democrazia europea la seconda Camera e' eletta direttamente (solo in Spagna una parte dei Senatori e' eletta direttamente, ma e' soluzione che quella Nazione intende superare a favore di un modello di tipo tedesco)''.

min/vlm

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Quirinale
Mattarella da oggi in Grecia in visita ufficiale
Nato
Mattarella:Nato straodinariamente importante per pace e sicurezza
Centrodestra
Salvini sfida Berlusconi su leadership. Cav: io ancora decisivo
Conti pubblici
Ue vuole manovra bis Italia, Gentiloni mercoledì da Merkel
Altre sezioni
Salute e Benessere
Salute: nuovi Lea in arrivo. In vigore dopo pubblicazione su G.U.
Motori
Moto, Ducati e Diesel insieme per una Diavel post-apocalittica
Enogastronomia
Nel 2016 consumi alimentari fuori casa +1,1%, domestici -0,1%
Turismo
Nel 2016 Roma è stata la meta italiana preferita dagli europei
Energia e Ambiente
L'Enel porta energia "verde" all'ambasciata italiana di Abu Dhabi
Moda
Moda Milano, guardaroba Trussardi per l'uomo s'ispira ai tarocchi
Scienza e Innovazione
Avviata Consulta dei Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca
TechnoFun
Rischi del web, ecco le 8 truffe che colpiscono gli italiani
Sistema Trasporti
Dal 26 marzo al via i nuovi voli da Milano-Malpensa