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pubblicato il 14/lug/2014 18:35

Riforme: Senato, con inizio esame aula torna la 'sindrome del tiranno'

+++ Punti critici la vicenda giudiziaria di Berlusconi e l'intreccio con la legge elettorale +++.

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 14 lug 2014 - Dopo il sofferto ''parto'' della Commissione Affari Costituzionali, al Senato e' iniziato oggi l'atteso esame del testo di riforma costituzionale che riguarda il Senato e il Titolo V della Costituzione.

Come era prevedibile, nei primi interventi della discussione generale e' tornato alla grande il tema della ''svolta autoritaria'' che la riforma realizzerebbe incrociandosi con una legge elettorale, il cosiddetto Italicum, definita ipermaggioritaria. Su questo punto la letteratura e le cronache sono ormai abbondanti e si riferiscono a posizioni che sfiorano l'ideologia, da un lato, come nel caso dell'elettivita' come per la Camera, e l'uso strumentale, politico dall'altro, con l'obiettivo di indebolire Renzi e il suo governo. C'e' chi perfino, incurante di una copertura ideologica nobilitante in nome di una ''difesa della democrazia'', e' stato molto esplicito tanto da fare apparire le sue parole come una sorte di confessione. E' il caso del senatore di Fi Augusto Minzolini che in un colloquio-intervista con la Stampa ha candidamente affermato di avere consigliato Berlusconi di tenere duro sulla elettivita' del nuovo Senato perche' in questo modo si costringerebbe Renzi a fare una legge elettorale anche per il Senato, allungando i tempi della riforma e assicurando cosi' lunga vita alla legislatura. Lo stesso Minzolini oggi e' tornato sul tema sollecitando una posizione piu' ferma da parte di Fi per non perdere contatto con il proprio elettorato e in proposito ha chiesto una nuova ''pausa di riflessione'', in sostanza un allungamento dei tempi, magari ''scavallando'' agosto e la pausa estiva.

Ancora in Fi, Renato Brunetta nel ''Mattinale'' -la nota politica del gruppo forzista della Camera di cui Brunetta e' il presidente- lega indissolubilmente l'esito delle riforme alla situazione giudiziaria di Berlusconi. ''Berlusconi innocente, Berlusconi riformatore. Le due cose vanno insieme.

Ne emerge l'evidenza della persecuzione e della sua statura di leader. Renzi la smetta di tenere separati i due campi''.

Cosi' scrive Il Mattinale aggiungendo che ''Berlusconi e' una persona sola. Che cosa vuol dire? Che Renzi considera Berlusconi un possibile criminale e pero' fa lo stesso le riforme con lui perche' sono due Berlusconi diversi, quello condannato e imputato e quello probo e degno di fiducia che si impegna con lui da statista? Berlusconi e' una persona sola, se Renzi ha il dubbio che possa davvero meritare undici anni di carcere, come da condanne parziali, piu' potenzialmente chissa' quanti altri, spieghi come fa a siglare patti con lui. Non esiste. Matrimonio nullo''.

Insomma la minaccia e' che in caso di condanna il tavolo delle riforme potrebbe saltare.

Quella della vicenda giudiziaria di Berlusconi e' oggettivamente un punto critico per la sorte del progetto della riforma. Un punto critico che si avvicina, visto che per giovedi' 18 luglio si attende la sentenza d'appello per il caso Ruby, dove la procura ha chiesto la conferma della condanna in primo grado di Berlusconi a 7 anni. Se cosi' fosse verrebbero meno i servizi sociali e Berlusconi andrebbe agli arresti domiciliari e il punto interrogativo sulla riforma diverrebbe ancora piu' forte.

Un secondo punto critico e' da vedere nell'incrocio della riforma con la legge elettorale. Diverse sono le pressioni non da oggi, ma oggi piu' pressanti, per alcune modifiche che avrebbero indubbio peso politico (sulla sorte politica) dei partiti in campo. Questo intreccio, potenzialmente sorgente di tensioni e contrasti, puo' essere pero' un fattore di distensione a favore della sorte della riforma costituzionale. Modifiche all'Italicum possono infatti essere usate come saggia mediazione. Ad esempio, abbassare le soglie per l'ingresso in Parlamento ai partiti al 5 o al 4% per tutti, singoli o coalizzati con altri, puo' rappresentare la salvezza per chi sa di non potere superare le alte soglie previste dall'Italicum che arrivano fino all'8 o al 12%.

Tutto questo spinge pero' ad un bilanciamento reso ancor piu' logico dai risultati delle recenti europee, con un innalzamento del tetto dal 37 al 40% senza il cui raggiungimento si procede ad un secondo turno di ballottaggio tra i primi due piu' votati. Altro punto su cui trattare sono i listini bloccati dei candidati, dove molte opposizioni potrebbero rientrare con l'adozione di una preferenza, due se si adotta la distinzione di genere. E proprio su questo punto che sembrava essere il piu' ostico, tempo fa lo stesso Renzi disse che non si sarebbe impiccato sull'apertura ad una preferenza. min/sam/

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