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pubblicato il 23/dic/2013 15:21

Riforme: Saitta, ricorrero' a tribunale contro ddl Delrio... (1 Update)

(ASCA) - Torino, 23 dic - ''Il ddl Delrio sulle province mi impedisce di votare. Per questo, non appena il testo sara' definitivamente approvato, presentero', come privato cittadino, ricorso al tribunale di Torino, perche' incidentalmente possa sollevare la questione di illegittimita' costituzionale''. Lo ha detto il presidente della Provincia di Torino, e presidente dell'Upi (Unione province italiane) Antonio Saitta, nel corso della conferenza stampa di fine anno. Saitta ha ribadito le sue critiche al testo approvato dalla Camera definendolo, per quanto riguarda le competenze alle nuove province (a Torino sostituita dalla citta' metropolitana), ''ingarbugliato, impreciso, privo di senso e inapplicabile'' e assicurando che il governo ''a luglio, agosto sara' costretto a fare marcia indietro''.

Saitta ha poi considerato anacronistico il modello elettorale di ''secondo livello'' per le province, che ha definito ''un ultra porcellum'', in quanto oltre all'impossibilita' per gli elettori di indicare i loro rappresentanti, non viene neppure indicato il loro nome in nessuna lista.

''Le province esisteranno ancora, non vengono abolite - ha precisato Saitta - ci sono dichiarazioni in senso contrario del capo del governo e di molti ministri, ma il testo Delrio invece mantiene le province, anche quelle piccole e piccolissime. Non vengono accorpate come avevamo proposto, e quindi non vengono accorpati gli uffici periferici dello Stato e non vengono elimintate le tante societa' ed enti che potrebbero essere eliminati. Nel caso di Torino - ha proseguito - cambiera' l'etichetta in citta' metropolitana e potra' addirituttra nascere la provincia di Torino''.

Quanto all'organizzazione prevista dell'unione dei comuni Saitta, ha sentenziato che ''non regge''. ''Spero che il testo venga cambiato al Senato, altrimenti - ha aggiunto - siccome la norma e' talmente ingarbugliata, imprecisa, priva di senso, inapplicabile, il governo nel mese di giugno, luglio, agosto sara' costretto a fare delle proroghe perche' ci saranno dei problemi sui servizi che noi gestiamo''. Il problema piu' grave riguarda il sistema elettorale, ha detto Saitta, relativo alle elezioni di secondo grado. ''Vuol dire un ritorno all'antico, neppure alla prima Repubblica, ma alla Repubblica zero'', consegnando la guida dell'ente a ''intese tra partiti''. Mentre le elezioni dirette, ha spiegato ''ci consentono di prendere posizioni anche in contrasto con il nostro stesso partito per far prevalere l'interesse della comunita'''. E soprattutto ''viene impedito al cittadino di scegliere i propri rappresentanti. Io mi sento leso nel mio diritto costituzionale di scegliere chi amministra la provincia'', ha detto Saitta, preannunciando il ricorso alla magistratura. La governance delle province, spiega ancora Saitta, sara' ''una sorta di consorzio. Dove non si capiranno piu' le responsabilita', mentre noi oggi ci mettiamo la faccia''. Saitta inoltre nega che questa riforma si faccia sull'onda della volonta' dell'opinione pubblica, perche', come riporta un sondaggio di Renato Mannheimer, mentre otto italiani su dieci ritengono prioritario il taglio dei parlamentari e delle loro retribuzioni, sette su dieci chiedono un analogo taglio nelle Regioni, sei su dieci la riduzione degli stipendi dei grandi manager e dei burocrati di Stato, soltanto il 14% ritiene prioritaria la riforma delle province e solo il 4% ne chiede l'abolizione. Quanto ai conti della Provincia di Torino Saitta ha sottolineato che inel 2013 si chiudono ''in ordine'': ''Abbiamo versato 90 milioni di Euro alle imprese creditrici, confermato per un anno i lavoratori precari, anticipato i fondi che la Regione deve versare al sistema della formazione professionale ed a quello del trasporto pubblico locale.

Abbiamo anche versato un milione al sistema culturale torinese. Nel 2014 avremo i conti in ordine per ulteriori investimenti''. Un bilancio a posto, e' stato sottolineato dall'assessore al Bilancio, Marco D'Acri, malgrado lo Stato abbia effettuato nel 2013 un prelievo forzoso di 40 milioni sulle entrate tributarie della Provincia di Torino, che si va ad aggiungere ai 22 gia' trattenuti nel 2012. eg/mau

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