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pubblicato il 06/feb/2014 14:33

Riforme: Saitta, il Governo ascolti l'allarme di Squinzi

(ASCA) - Roma, 6 feb 2014 - ''Le nostre preoccupazioni sono state pienamente confermate dal Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che oggi a Firenze ha parlato di imprese preoccupate e disorientate da una riforma che costera' in termini di spesa e che non portera' alcuna semplificazione e miglioramento della pubblica Amministrazione. Il Governo e il Senato, che in questi giorni e' impegnato nell'esame del Disegno di Legge Delrio, ascoltino questo allarme e modifichino il testo, riducendo il numero delle Citta' metropolitane e garantendo a queste istituzioni e alle Province funzioni certe e autorevolezza. Continuare a non volere accettare le critiche costruttive che sono state rivolte a questo testo, dipingendole come risposte corporative, non aiutera' il Paese e ci portera' a fare un salto nel buio''. E' il commento del Presidente dell'Upi Antonio Saitta alle forti critiche espresse oggi dal Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi in merito al Disegno di Legge sulle Province e le Citta' metropolitane. ''Se vogliamo sostenere l'economia e lo sviluppo del Paese - aggiunge Saitta - dobbiamo mettere fine a quel calvario cui costringiamo imprese e cittadini ogni volta che hanno bisogno di un servizio dalla Pubblica amministrazione, con competenze e responsabilita' suddivisi tra mille uffici che si sovrappongono e creano solo inutile burocrazia. Bisogna rivedere il quadro delle funzioni, definire con chiarezza i compiti di ognuno, a partire dallo Stato, passando per Regioni, Province e Comuni. Bisogna ripensare tutto l'assetto dei governi, accorpando le Regioni, riducendo il numero delle Province, intervenendo sui Comuni polvere. E portare a termine una seria riorganizzazione dello Stato a livello centrale e periferico, tagliando gli uffici del Governo sui territori e togliendo poltrone inutili nei tanti consigli di amministrazione ai burocrati di Stato. Il Disegno di Legge del Governo, come nota Squinzi, aggiunge solo nuova confusione, spezzetta funzioni fondamentali e li assegna volta per volta a Comuni, che non sono in grado di svolgerle, e a Regioni, che non dovrebbero occuparsene e che farebbero lievitarne i costi. Il Senato - conclude Saitta - ha l'opportunita' di porre rimedio a questo pasticcio, che tra l'altro deve essere ben chiaro alla Commissione Affari Costituzionali, visti i quasi 3.000 emendamenti presentati da tutte le forze politiche''. res/rus

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