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pubblicato il 09/lug/2013 11:58

Riforme: saggi verso definizione di due progetti

Riforme: saggi verso definizione di due progetti

+++ Come nella Bicamerale scelta sara' tra semipresidenzialismo e governo del premier +++.

(ASCA) - Roma, 9 lug - La Commissione dei Saggi per le riforme ha dedicato ieri la sua riunione settimanale alla forma di governo. Era la prima riunione sull'argomento e altre tre ne seguiranno, sempre di lunedi'.

Dal punto di vista degli orientamenti, i Saggi sono (per ora) divisi a meta': dei 24 interventi, 12 sono stati a favore del semipresidenzialismo e altrettanti 12 a sostegno del premierato.

C'e' comunque una parte comune condivisa, ovvero che gli articoli della Costituzione sul governo vanno rivisti profondamente, nel senso che piccoli ritocchi non sono sufficienti.

Gli interventi di riferimento a sostegno del premierato (ancora non si e' entrato nello specifico di un modello Westminster o di un cancellierato) sono stati quelli di Violante e di Luciani. Violante, in particolare, ha fatto osservare che con la scelta del governo del premier il lavoro di riforma sarebbe piu' snello: si dovrebbero modificare meno articoli (rispetto al semipresidenzialismo) non dovendosi riscrivere ad esempio gli articoli riguardanti il Presidente della Repubblica.

I sostenitori del semipresidenzialismo (gli interventi principali sono stati quelli dei costituzionalisti Augusto Barbera e Stefano Ceccanti, ma anche quello in forma scritta di Panebianco) hanno fatto osservare che questo modello si trascina in modo naturale la legge elettorale a doppio turno di collegio, come quella in vigore in Francia, e intorno all'elezione del presidente risolve il problema della definizione della maggioranza politica. Quello francese, hanno sottolineato i sostenitori, e' l'unico modello che porta sicuramente alla definizione di una maggioranza. Tutti gli altri sono probabilemnte, come si e' visto in Germania e come e' avvenuto anche in Gran Bretagna dove si e' affermata una maggioranza di coalizione, nonostante il maggioritario.

Il confronto - molto sereno, con attenzione reciproca alle ragioni esposte - ha messo in luce come il vero nodo da risolvere sia quello della frammentazione politica. La discussione, quindi, si svolge sugli strumenti, sul come sciogliere il nodo, evitando la frammentazione.

Una parte, i semipresidenzialisti, punta in un certo senso a risolvere il problema ''prima'' con un sistema che di per se' esprime una maggioranza politica. I sostenitori del premierato puntano sul ''dopo'' con la formazionme di una maggioranza che esprime e appoggia il premier.

Le due impostazioni, secondo un orientamento generale, dovrebbero essere formalizzate in due proposte, due testi di riforma. Una - come avvenne nella bicamerale - per il semipresidenzialismo e l'altra per un premierato (piu' o meno forte e questo dipendera' dal potere o meno di scioglimento del Parlamento da parte del premier). Stara' alla politica, nello specifico al Comitato dei 42, fare la scelta e passarla poi all'esame delle Camere. min/sam/

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