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pubblicato il 31/lug/2014 16:41

Riforme: Renzi, non e' stato remake dei 101. Alla Camera valuteremo

(ASCA) - Roma, 31 lug 2014 - Il voto di questa mattina e' certamente ''negativo'', ma non si puo' parlar di ''remake dei 101'' e alla Camera si valutera' se correggere di nuovo la riforma del Senato o no. Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi parlando alla direzione democratica. Dopo avere ringraziato i senatori per il lavoro che stanno facendo, ha aggiunto: ''Questo non significa non vedere come un fatto negativo che nel primo voto segreto di stamani - ce ne erano stati altri due nei giorni scorsi - siamo andati sotto per la presenza evidente di franchi tiratori''. ''Credo - ha aggiunto - che dobbiamo utilizzare tra di noi un linguaggio tranquillo, sereno: non e' il remake dei 101. Naturalmente lascia l'amaro in bocca che non ci sia il coraggio di dirlo, qui nessuno di noi espelle nessun altro. Si e' discusso, si sono fatte assemblee dei senatori, e' corretto che sia cosi'. Ovviamente pd, non partito anarchico. Riconosciamo il diritto di esporre le idee''. Peraltro, ha aggunto, ''non credo sia vicenda tutta interna al Pd, andremo alla Camera e ragioneremo se quell'articolo ha un senso rispetto all'impianto, io credo di no, ma vedremo''. Governo battuto al Senato su un emendamento della Lega Nord.

Governo battuto al Senato questa mattina. L'Aula del Senato ha approvato a scrutinio segreto l'emendamento al ddl riforme su temi etici che aveva il parere contrario del governo. 154 i si', 147 i no. L'emendamento, a firma Stefano Candiani (LN), aveva ricevuto il parere contrario, oltre che del governo, anche della relatrice del Pd, Anna Finocchiaro, mentre il relatore della Lega, Roberto Calderoli, si era espresso favorevolmente. La modifica approvata con scrutinio segreto prevede che non solo la Camera ma anche il Senato sia chiamato a esprimersi su norme che riguardano materie etiche come il testamento biologico e la tutela della salute dei cittadini. I senatori renziani del Pd minimizzano la portata della sconfitta a voto segreto del Governo, tirando dritto sulle riforme. ''Nessun problema, avevamo messo in conto di poter andare in minoranza su singole questioni. La riforma prevede 4 letture, e quindi sono naturali modifiche e cambiamenti. L'emendamento approvato dall'Aula non e' un caposaldo del disegno di legge costituzionale'', e' scritto in una dichiarazione diffusa dal senatore Andrea Marcucci. Ma da Sel arriva un avvertimento: ''La sconfitta della maggioranza nel voto segreto e' un segnale chiarissimo ed eloquente che ci auguriamo il governo sappia cogliere'', afferma in una dichiarazione la capogruppo di Sel al Senato Loredana De Petris. ''La scelta di procedere secondo la logica del muro contro muro - ha sottolineato - non porta da nessuna parte e non permette di varare una buona riforma della Costituzione. C'e' ancora tempo per cambiare strada e aprire la strada a un dialogo che Sel e tutte le opposizioni non hanno mai smesso di invocare, restando purtroppo sempre inascoltate. Ma il governo deve decidersi a capire che una riforma di questa importanza e delicatezza non puo' essere imposta con la forza. Dovrebbe essere realizzata con il dialogo e il concorso pieno di tutte le forze parlamentari''. Un secondo momento cruciale in Aula e' stato rappresentato dal voto su di un altro emendamento a firma Lega che prevedeva la riduzione dei deputati a 500 garantendo inoltre l'attuale rappresentanza numerica per la circoscrizione Estero e le minoranze linguistiche. L'Assemblea ha dibattuto a lungo sulla richiesta avanzata di votazione per parti separate del testo, avanzata dal Pd, e quella di voto segreto, avanzata dall'opposizione. Al termine del dibattito il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha dato risposta negativa a entrambe le richieste, citando il regolamento di Palazzo Madama. L'Aula ha quindi respinto l'emendamento. int/

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