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pubblicato il 03/lug/2014 17:44

Riforme: Renzi e Berlusconi confermano rotta 'Patto del Nazareno'

(ASCA) - Roma, 3 lug 2014 - Il titolo sulla vicenda delle riforme oggi lo ha fatto il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, che spiegando ai giornalisti il senso dell'incontro tra Renzi e Berlusconi durato due ore, ha detto: ''Oggi c'e' stata la conferma dell'impianto che abbiamo presentato e su questo regge l'accordo''. In sostanza, il Patto del Nazareno tiene e sulle riforme si va avanti secondo la rotta stabilita. Guerini ha poi aggiunto che ''l'incontro (a cui lui ha partecipato personalmente, ndr) e' stato molto positivo: abbiamo confermato il percorso fin qui realizzato. Il confronto e' aperto a tutte le forze politiche e oggi ha avuto un momento di approfondimento con Forza Italia''. Si e' trattato, ha detto ancora Guerini, di ''un confronto da cui e' arrivata la conferma di quanto ci eravamo gia' detti in passato ed e' stata la base del cammino fin qui compiuto. Ora siamo pronti al confronto con tutte le altre forze politiche a cui abbiamo gia' rivolto l'invito a riscrivere le regole del sistema istituzionale. Si prosegue lungo il cammino tracciato''. Sulla legge elettorale, ha spiegato Guerini, Berlusconi e Renzi hanno concordato che ''l'impianto dell'Italicum viene confermato e che la legge elettorale sara' discussa subito dopo il voto sulle riforme e dunque prima dell'estate''. Il riferimento all'impianto dell'Italicum fa capire che non si tratta di una riproposizione fotografica, ma che fermo restando la struttura portante della riforma sono possibili modifiche. In proposito si parla insistentemente del tetto del 40% invece del 37, sotto il quale scatta il ballottaggio tra le prime due liste. E secondo indiscrezioni all'interno di Forza Italia, Berlusconi avrebbe insistito per non introdurre le preferenze e per mantenere soglie serie per entrare in Parlamento per evitare un eccessivo frazionamento del quadro politico con un proliferare di partitini. Altra richiesta che Berlusconi avrebbe avanzato e' quella di fare presto, di accelerare l'approvazione della nuova legge elettorale, da mettere al voto subito dopo l'approvazione della riforma del Senato e del Titolo V. Giudizio '''positivo'' sull'esito dell'incontro Renzi-Berlusconi e' stato espresso anche dalla ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi. ''Al momento -ha detto- resta confermata l'ipotesi di un Senato non elettivo. Ora c'e' qualche giorno per affinare le tecnicalita' e sono convinta che martedi' saremo pronti ad affrontare gli ultimi voti''. ''L'incontro e' stato positivo - ha affermato la Boschi - rimane l'impostazione data dal governo alla riforma e condivisa dai partiti della maggioranza, da Forza Italia e anche dalla Lega, di un'elezione di secondo grado del futuro Senato. Mi auguro la prossima settimana si possa procedere''. La ministra ha poi sottolineato che il lavoro sulle riforme in Commisione Affari costituzionali del Senato sta procedendo '''bene'' . ''Si va avanti, stiamo lavorando -ha detto- in modo proficuo e lo stiamo facendo in modo sereno e costruttivo''. Tra gli emendamenti approvati si segnala quello relativo alla cosiddetta '''ghigliottina'' ovvero il termine oltre il quale un disegno di legge che il governo ha dichiarato '''essenziale per l'attuazione del programma'' deve essere votato dal Parlamento, nonostante sia ancora in corso il dibattito. Una ghigliottina che cade dopo 60 giorni e che ripropone un meccanismo che e' in uso in Francia. L'emendamento in questione e' stato presentato dai relatori Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli. Altro emendamento approvato e' quello relativo all'aumento delle firme per i disegni di legge di iniziativa popolare che salgono dalle attuali 50 mila a 250 mila. La norma stabilisce anche che le proposte siano garantite ''nei tempi, nelle forme e nei limiti dai regolamenti parlamentari''. I relatori del ddl di riforma si sono riservati, pero', di riformulare nei prossimi giorni una proposta complessiva sull'intera materia delle proposte di iniziativa popolare. Un altro emendamento approvato prevede che la Corte costituzionale possa esprimersi preventivamente sulla legittimita' delle leggi elettorali, ''su ricorso motivato presentato da almeno un terzo dei componenti di una Camera'' e che indichi ''gli specifici profili di incostituzionalita''' lamentati. La Corte, prevede ancora la norma, si deve pronunciare entro un mese e fino ad allora resta sospeso il termine per la promulgazione della legge. E ''nel caso di dichiarazione di illegittimita' costituzionale la legge non puo' essere promulgata''. Ancora in tema di confronto politico sulle riforme, l'incontro di Renzi e il Pd con il M5S si terra' lunedi' prossimo alle 15. Molti commenti all'interno del movimento grillino fanno pero' pensare che non si approdera' ad accordi costruttivi. Del resto lo stesso Grillo in un fuori onda durante la festa organizzata dal consolato Usa a Milano si e' lasciato andare a giudizi sprezzanti su Renzi definito un bambino presuntuoso con cui tocca parlare perche' ha avuto milioni di voti. min/vlm

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