lunedì 16 gennaio | 14:06
pubblicato il 08/apr/2014 14:14

Riforme: Regioni a Roma lunedi' 14, il Veneto chiede specialita'

(ASCA) - Venezia 8 apr 2014 - Regioni in ordine sparso sul disegno governativo di riforma costituzionale, ma il Veneto va a Roma con idee chiare: alla Conferenza dei presidenti di Regione e dei presidenti delle assemblee legislative regionali convocata a Montecitorio lunedi' 14 aprile per un confronto diretto con il governo sul nuovo Senato delle Autonomie e la riscrittura del titolo quinto della Costituzione, il Veneto si presenta con una risoluzione sintetica che rivendica ''lo status di Regione a statuto speciale''. Una richiesta netta, approvata la settimana scorsa (anche se con soli 29 voti), alla quale il Consiglio regionale ha agganciato anche la richiesta, sostenuta da un voto molto piu' condiviso, che nel futuro Senato non siedano senatori nominati direttamente dal Presidente della Repubblica. A portare lunedi' a Roma la 'voce' del Veneto, nell'aula Gruppi della Camera, saranno il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato e i capigruppo degli undici gruppi consiliari, insieme al presidente della Regione Luca Zaia, se non preferira' farsi rappresentare dall'assessore Roberto Ciambetti. La composizione della delegazione veneta sara' nota domani o, al piu' tardi, giovedi'. ''Siamo l'unica regione ad aver posto con forza l'esigenza di autonomia'', sottolinea il presidente dell'assemblea veneta Ruffato, che e' anche vicecoordinatore della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative regionali. Il Consiglio veneto risulta essere, allo stato dei fatti, una delle 7 assemblee regionali (su 21, calcolando anche i consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano) che ha preso posizione la settimana scorsa, nella seduta 'costituzionale' promossa in tutte le regioni, sul superamento del bicameralismo perfetto e il ridisegno delle competenze tra Stato e Regione. In Piemonte e in Campania, invece, e' mancato il numero legale sulla posizione da assumere, l'Umbria ha rinviato la discussione, la Lombardia ha aggiornato il dibattito al 16 aprile, l'Emilia Romagna ha bocciato tutte le risoluzioni presentate e invia a Roma solo il resoconto del dibattito consiliare. Basilicata e Marche ne stanno ancora discutendo. Solo Abruzzo, Molise, Lazio e Puglia hanno sostanzialmente approvato la bozza di documento predisposta dalle due Conferenze dei presidenti delle Regioni e delle assemblee regionali, chiedendo piu' regionalismo, una rappresentanza nel nuovo Senato proporzionale al numero degli abitanti, maggiori competenze e autonomia per le Regioni e respingendo la proposta governativa dei 21 senatori di nomina presidenziale. I consiglieri del Friuli Venezia Giulia e i deputati dell'Assemblea regionale siciliana si sono concentrati invece nel difendere la clausola di specificita' delle rispettive Regioni, dando mandato ai loro rappresentanti a Roma di salvaguardare l'ordinamento regionale differenziato.

res/rus

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