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pubblicato il 06/nov/2013 19:23

Riforme: Quagliariello, entro 2014 se si evita tentazione voto a breve

Riforme: Quagliariello, entro 2014 se si evita tentazione voto a breve

di Angelo Mina. (ASCA) - Roma, 6 nov - La riforma istituzionale e quella del sistema elettorale sono possibili e si possono fare entro il prossimo anno. Ne e' convinto il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, che vede un solo eventuale e serio ostacolo: una crisi con la fine anticipata della legislatura.

''La riforma dello Stato -ha spiegato il ministro in occasione del suo intervento oggi a Roma ad un convegno sulle riforme del Mcl- e' uno dei pilastri su cui regge questo governo, nella convinzione che senza una riforma generale il Paese non esce dal tunnel della crisi. Abbiamo una road map e fino ad ora l'abbiamo rispettata a pieno. Io -ha detto Quagliariello- spero che dall'inizio del prossimo anno si possa entrare nel vivo e si possa finire la riforma nel 2014.

E' una cosa possibile se la prima lettura della riforma andra' in Parlamento prima della pausa estiva. Questo e' il nostro obiettivo. Anche in momenti cosi' difficili siamo concentrati su questo tema e su queste scadenze. Oltre a questo vorrei ricordare che comunque abbiamo fatto un primo passaggio sulla legge del finanziamento pubblico dei partiti e il governo e' molto attento a quanto il Parlamento sta facendo in tema di riforma elettorale. Questo perche' vorremmo arrivarci prima della Corte Costituzionale: vorremmo che il Parlamento arrivi prima, perche' questo e' un tema tipicamente parlamentare''.

Ma le tensioni all'interno del Pdl e tra questi e il Pd -gli e' stato chiesto- non possono essere di ostacolo al processo di riforma? ''Quello che puo' essere di ostacolo alle riforme -ha detto il ministro- e' la fine della legislatura anticipata. Questo e' uno dei motivi per cui non la vogliamo, perche' in questo caso entrerebbe in crisi non un governo ma un sistema politico''. Nel suo intervento al convegno, Quagliariello ha poi sottolineato la stretta connessione esistente tra la questione delle riforme istituzionali e la situazione di crisi economica, che presuppone una capacita' e una velocita' di scelta e di decisione ben superiore a quella attuale, sia che si parli di Parlamento sia di Governo. E l'esistenza -anomala rispetto all'Europa e all'Occidente industrializzato- di un bicameralismo perfetto che ''raddoppia i tempi parlamentari rispetto alla media europea'', per Quagliariello e' il vero nodo da sciogliere per avviare il processo di riforma. Il ministro ha ribadito che non esistono scorciatoie e che e' necessario affrontare contestualmente tre ''svolte'': economica, istituzionale e politica. Quagliariello ha messo infine in guardia dalla tentazione illusoria di risolvere i problemi con la sola riforma elettorale: '''Non fare ancora una volta le riforme e mettere in campo il solo strumento elettorale per una rivalsa a breve, tra febbraio e marzo, vuol dire dare vita a una competizione che dara' un vincitore, ma che sara' come Pirro: vincera' la battaglia ma perdera' la guerra e la guerra sara' persa da tutta l'Italia''. min/vlm

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