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pubblicato il 12/giu/2013 19:33

Riforme: Quagliariello, da commissione sintesi poi scelte sono politiche

Riforme: Quagliariello, da commissione sintesi poi scelte sono politiche

+++Da commissione legittimita' al processo di riforma. I critici ci accusano di tirare per le lunghe e di fare troppo in fretta, si decidano+++.

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(ASCA) - Roma, 12 giu - ''La commissione ha il compito di preparare un relazione, sulla quale si porra' poi il problema delle scelte politiche, che spettano ai partiti, ai gruppi politici e al governo''. Lo ha detto il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, al termine della prima giornata di lavoro del comitato dei 40 sulle riforme istituzionali.

''Al Parlamento verra' proposta una relazione sul tipo di quella prodotta dalla commissione Balladur. Diciamo che dalla relazione a un articolato il compito sara' molto agevole. Ma il nostro non e' un prodotto finito, piuttosto un semilavorato''.

Un semilavorato i cui contorni, anche temporali di produzione, vanno chiariti senza tentennamenti. ''Non vogliamo dare neppure l'impressione di cincischiare sulle riforme - spiega ancora il ministro che cosi' risponde alle critiche, anche dal suo partito, sull'opportunita' di indicare in 4 mesi il tempo massimo per giungere a sintesi -.

Una cosa sono i tempi per chiudere i processi di riforma, altra cosa sono i tempi della decisione politica. Dobbiamo dire ai cittadini che modificare la Costituzionale non e' come modificare il regolamento del condominio, ma dobbiamo anche chiarire che questa volta i tempi non sono infiniti, ma anzi ben determinati''.

Sulla scelta di procedere con una commissione per le riforme, e sulle critiche che tale scelta ha suscitato, Quagliariello osserva: ''Non capisco come, sempre dalle stesse fonti, giungano due accuse contrastanti: quella di voler prendere tempo e l'altra di voler fare troppo presto.

Si decidano''.

''Questa scelta e' attinente alla necessita' di dare legittimita' a questo processo - aggiunge il ministro - e e ampliare la categoria della classe dirigente. Il fatto che vi siano tutte le correnti del pensiero costituzionale italiano legittima questo processo di riforma. Non e' l'unica cosa che faremo in questo senso. Ad esempio vogliamo accedere alla consultazione pubblica, interpellare la rete'' sia pure con i dovuti meccanismi. njb

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