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pubblicato il 17/lug/2014 17:12

Riforme: Province, serve tutela costituzionale per area vasta

(ASCA) - Roma, 17 lug 2014 - ''Nei passaggi in Senato, la riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi sul Titolo V, che prevedeva una netta ridefinizione dei ruoli di Stato, Regioni ed Enti locali per ridurre la spesa pubblica e i contenziosi, e' stata profondamente cambiata ed il rischio e' che invece che consegnare ai cittadini un apparato pubblico meno costoso, si moltiplichino i centri di spesa e aumentino i contenziosi tra Stato e Regioni in Corte Costituzionale''.

Lo ha detto il Presidente dell'Upi, Alessandro Pastacci, incontrando oggi il sottosegretario al Ministero delle Riforme Costituzionali e ai rapporti con il Parlamento, Luciano Pizzetti. ''Il nuovo testo all'esame del Senato - ha sottolineato Pastacci - prevede tra le norme finali la conferma della competenza legislativa statale sugli enti di area vasta. E' di certo una prima garanzia, ma rispetto alla stesura iniziale del Governo, che confermava all'articolo 117 l'ordinamento dell'area vasta in capo allo Stato, questa nuova versione rischia di essere troppo debole, e tale da aprire nuovi contenziosi tra Stato e Regione sull'attribuzione delle funzioni e anche sulla disciplina elettorale delle Province. Ogni Regione finirebbe per decidere in maniera autonoma come erogare i servizi, lasciando il via libera alla possibilita' di creare gli ennesimi enti strumentali e societa' regionali su cui ormai e' unanime la critica. Una condizione che non solo non e' accettabile dal punto di vista di una chiara e coerente organizzazione dei servizi ai cittadini, ma che e' in netto contrasto sia con l'obiettivo della riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi che con la riforma delle Province e delle Citta' metropolitane avviata con la Legge Delrio, che in questo modo verrebbe definitivamente interrotta ancor prima di partire. Per questo - ha detto il Presidente dell'Upi consegnando al Sottosegretario Pizzetti, una proposta emendativa all'articolo 117- chiediamo al Governo di riaffermare nell'iter parlamentare della riforma costituzionale, la necessita' di una normativa di riferimento nazionale per gli enti di area vasta che eviti la creazione di modelli diversificati da Regione a Regione, garantendo, come previsto in tutti gli altri stati europei, la copertura costituzionale di questi enti la cui competenza ordinamentale deve restare in capo allo Stato''. rus

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