sabato 21 gennaio | 09:55
pubblicato il 01/lug/2014 18:39

Riforme: progetto governo tiene, prende corpo il nuovo Senato

+++Grillo lo boccia via web ma i suoi parlamentari rinnovano l'invito a Renzi+++.

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 1 lug 2014 - Sta prendendo corpo il progetto di riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione all'esame della Commissione Affari costituzionali del Senato.

La formula del 15 a 11, che ha esordito ieri con la tenuta della maggioranza, si e' riproposta (e anche allargata) nelle votazioni di oggi, che hanno progressivamente bocciato tutti gli emendamenti e i subemendamenti contrari al ddl del governo, rivisto secondo le modifiche contenute nei 20 emendamenti che sono stati presentati dai relatori Anna Finocchiaro (Pd) e Roberto Calderoli (Lega Nord). Una tenuta che va oltre la sola maggioranza, ma che e' supportata anche da FI e Lega Nord. La situazione e' stata posta in chiara evidenza al momento della votazione sull'emendamento dell'immunita': emendamento che ripristina per i nuovi senatori l'immunita' che e' gia' in vigore per i deputati. In questo senso e' stata accolta l'osservazione che non puo' esistere una disparita' di trattamento tra i due rami del Parlamento, anche se nel caso si tratta di un Senato riformato, ma pur sempre ramo del parlamento anche se con funzioni diverse dalla Camera. L'emendamento dell'immunita' ha avuto il parere favorevole del governo, anche se il testo iniziale che era approdato alla Camera non la prevedeva, riservandola solo per la Camera, il ramo del Parlamento a cui la riforma riserva il rapporto politico fiduciario con il Governo. Il voto a favore ha registrato una larga maggioranza perche' oltre a Pd-Ncd-Scelta Civica-Pi hanno votato a favore anche FI e Lega Nord. Contro hanno votato M5S e Sel. Un astenuto, Augusto Minzolini di FI. Il capogruppo dei grillini in commissione ha parlato di ''sfregio al dialogo con i cittadini''. Si conferma cosi' la costruzione dell'edificio della riforma. Ieri e' stata approvata la fine del bicameralismo perfetto con l'approvazione della riformulazione dell'articolo 55 della Costituzione con la previsione che e' la Camera dei deputati la sola ''titolare del rapporto di fiducia con il governo''. Mentre il Senato ''rappresenta'' l'articolazione territoriale e i rapporti di questa con lo Stato centrale oltre a ''concorrere'' alla funzione legislativa. Quale sia questa funzione rappresenta uno dei passaggi qualificanti della riforma. Gli oppositori (i 19 senatori di Chiti e del civatiano Mineo, Sel e la fronda dei falchi di Fi) sono per estendere il piu' possibile la ''concorrenza'' legislativa che di fatto equivarrebbe ad un freno alla capacita' politica della Camera. Per il ddl del governo il Senato dovrebbe occuparsi delle leggi di interesse territoriale, delle leggi elettorali e delle modifiche costituzionali. Ancora aperta e' poi la questione della designazione dei nuovi senatori, se eletti in secondo grado (tra i consiliari regionali) o in modo diretto e a suffragio universale come chiedono gli oppositori. Su questo punto si fara' chiarezza probabilmente dopo l'incontro che giovedi' Berlusconi avra' con i parlamentari di FI. Altro emendamento approvato e' quello relativo ai senatori di nomina da parte del presidente della Repubblica che saranno al massimo 5 invece dei 21 che erano stati ipotizzati all'inizio. Nonostante le votazioni serrate, il termine di presentazione all'Aula del testo di riforma e' slittato di una settimana, dal 3 luglio si passa infatti a mercoledi' 9 luglio. All'esterno dei lavori della Commissione si registrano nuovi attacchi via web da parte di Beppe Grillo che ribadisce la sua convinzione di illegittimita' di questo parlamento che non potrebbe percio' procedere a modifiche costituzionali.

Sullo stesso blog si sostiene inoltre che la riforma dovrebbe essere affidata ad un nuovo parlamento o ad una assemblea costituente. Toni molto aspri che contrastano -almeno apparentemente- con l'invito nuovamente espresso dai parlamentari grillini (Luigi Di Maio, il numero due del M5S e vicepresidente della Camera) a Renzi per un nuovo incontro sulla legge elettorale.

In proposito voci parlamentari parlano della possibilita' che i grillini ripropongano l'adozione del Mattarellum, anche se rivisto nei suoi meccanismi. min/vlm

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