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pubblicato il 30/giu/2014 18:20

Riforme: primi voti in Commissione e la maggioranza tiene

Riforme: primi voti in Commissione e la maggioranza tiene

(ASCA) - Roma, 30 giu 2014 - Gli accordi sulle riforme tengono. E' il dato politicamente piu' importante che sta emergendo dall'inizio dei voti nella Commissione Affari costituzionali del Senato sugli emendamenti e subemendamenti rispetto al ddl del governo e ai 20 emendamenti presentati dai due relatori Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, con la condivisione della ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi. Questo inizio dei voti in Commissione era atteso come verifica della tenuta della maggioranza ma anche degli accordi del cosiddetto Patto del Nazareno. La risposta ai diversi interrogativi e' stata una costante maggioranza di 15 voti contro 11 che ha bocciato - e sta bocciando, la conclusione della seduta di oggi e' prevista alle 20 - tutti gli emendamenti verso i quali i due relatori hanno espresso parere negativo a cui si e' associata la ministra Boschi esprimendo il parere del governo. Alla maggioranza ha corrisposto il voto dei senatori di FI, fatta eccezione per Augusto Minzolini, che capeggia la fronda interna ai forzisti che sono per l'elezione diretta e a suffragio universale del Senato. Posizione condivisa anche dalla fronda interna al Pd, guidata dai senatori Vannino Chiti e dal civatiano Corradino Mineo. In tutto sono 37 senatori, di cui 19 i democratici, ma che in Commissione hanno una presenza quasi simbolica, visto che per FI l'unico a votare in dissenso e' Minzolini e visto che i due senatori democratici hanno accettato di condurre le loro battaglia in Aula senza cioe' boicottare il lavoro istruttorio della Commissione. Tutto sembra quindi svolgersi secondo le previsioni, peraltro in attesa di chiarimenti politici che nel Pd verranno fatti durante l'incontro che Matteo Renzi avra' nei prossimi giorni con i senatori del Pd (la riunione prevista per domani e' stata rinviata). Copione analogo si avra' in casa FI giovedi' prossimo, con l'incontro che i senatori forzisti avranno con Silvio Berlusconi. In questo quadro si segnalano due fatti che fanno pensare ad un'ulteriore uscita dall'isolamento del M5S. Uno e' una sorta di segnale dato in Commissione con il ritiro di un emendamento sull'elettivita' diretta dei nuovi senatori su richiesta della presidenza. Annunciando l'accoglimento della richiesta il capogruppo dei grillini in commissione, Giovanni Endrizzi, si e' augurato che a questa ''disponibilita''' corrisponda ''altrettanta apertura'' da parte degli altri. Il secondo segnale di disponibilita' e' stato espresso con un twitter dal numero due del M5S, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, che ha invitato Renzi ad un secondo incontro con una delegazione grillina per continuare il confronto sulla legge elettorale. In tema di incontri si segnala infine la voce, sempre piu' insistente, di un nuovo faccia a faccia tra Renzi e Berlusconi per concordare nuove modifiche alla riforma elettorale dell'Italicum. Per quanto riguarda le votazioni in Commissione Affari costituzionali, quelle piu' attese riguardano i punti nodali che sono stati al centro del dibattito e delle polemiche politiche di questi giorni: l'elezione di secondo grado dei nuovi senatori e la questione dell'immunita', che pero' saranno affrontate nei prossimi giorni. Il passaggio all'Aula del testo della riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione e' previsto per giovedi' 3 luglio. min/vlm

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