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pubblicato il 01/ago/2013 14:28

Riforme: Pisicchio, Costituente sarebbe via maestra ma ddl accettabile

Riforme: Pisicchio, Costituente sarebbe via maestra ma ddl accettabile

(ASCA) - Roma, 1 ago - ''C'e' bisogno di mettere mano alle riforme, su questo non c'e' dubbio. Ma come? Con quale metodo? Io continuo a ritenere che una riforma costituzionale cosi' impegnativa, suscettibile di ribaltare, come viene detto, i titoli I, II, III, IV, V della Costituzione vigente, piu' opportunamente sarebbe stata affrontata da una assemblea costituente con mandato popolare diretto''.

Lo ha affermato Pino Pisicchio intervenendo in Aula alla Camera, a nome del Centro Democratico, nella discussione generale sul Ddl che istituisce il Caomitato dei 42 per le riforme costituzionali.

''So di esprimere un giudizio - peraltro da me tradotto in proposte di legge costituzionale a partire dalle ultime tre legislature - che non trova una concordanza unanime. Ma al di la' di come si potrebbe chiamare un'assemblea eletta vocata a questo scopo, non avrei visto questo grande scandalo -ha detto Pisicchio- a ricercare un mandato popolare piuttosto che praticare le procedure dell'articolo 138, previste dal costituente solo per interventi circoscritti e coerenti con l'intero impianto''. ''Il metodo indicato -ha affermato ancora Pisicchio- e' quello, come e' stato chiaramente detto nelle relazioni di apertura, di devolvere a un comitato di 40 parlamentari piu' due, espressi dalle Commissioni affari costituzionali di Camera e Senato, la deliberazione del progetto di riforma che sara' poi sottoposto all'esame e al voto del Parlamento.

L'aspetto rilevante e' nell'accorciamento dei tempi per l'esame del progetto del comitato tra la lettura della Camera e quella del Senato. Per il resto, si potrebbe dire che il progetto si muove all'interno di un'idea di razionalizzazione delle modalita' dibattimentali, scostandosi neanche troppo dalle procedure previste dall'articolo 138 (le commissioni competenti sono le stesse, seppur ridotte nella quantita' e riunite nell'operativita', il dibattito nelle Aule parlamentari e' garantito, la riduzione dei tempi tra un passaggio e l'altro non e' giugulatoria, e resta comunque il verdetto popolare con il referendum''.

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