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pubblicato il 01/ago/2014 20:56

Riforme: passa il nuovo Senato dei 100 non eletti. Renzi, avanti tutta

(ASCA) - Roma, 1 ago 2104 - Via libera al nuovo Senato dei 100 che non saranno piu' eletti direttamente dai cittadini. Matteo Renzi e' ottimista: la prossima sara' la settimana conclusiva. L'obiettivo sembra davvero essere a portata di mano, con il superamento dei primi due articoli, quelli che sanciscono il superamento del bicameralismo perfetto e l'elezione di secondo grado del nuovo Senato che sara' composto da 95 membri eletti dai consigli regionali e 5 di nomina presidenziale, la riforma ha superato gli ostacoli piu' grossi. Il clima era ancora rovente questa mattina quando, dopo gli scontri avvenuti nella notte precedente, il Presidente del Senato Pietro Grasso ha tenuto un atteggiamento molto pia' duro nei confronti delle opposizioni di Sel, Lega e M5S. Che difatti a un certo punto hanno deciso di abbandonare i lavori. Grasso ha poi cercato di convincere le opposizioni a ritornare in Aula chiedendo a tutti un contributo per andare avanti ma senza dimenticare di utilizzare ancora il cosiddetto canguro per cassare in un colpo 1300 emendamenti. Contemporaneamente il governo e' sceso in campo per la prima volta da giorni per aprirsi a possibili modifiche sugli strumenti di partecipazione diretta (referendum) e sulla platea per l'elezione del Presidente della Repubblica. Apertura dietro la quale c'e' stato anche il contributo dei dissidenti Pd, Vannino Chiti in testa, che hanno ritirato i loro emendamenti. Da quel momento anche Sel ha assunto un atteggiamento piu' dialogante ma non Lega e M5S che hanno continuato con l'Aventino. Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha infatti incontrato separatamente prima Sel e poi la Lega, mentre ha telefonato a M5S. Disparita' di trattamento che ha fatto infuriare i grillini che nel pomeriggio hanno hanno definitivamente abbandonato l'Aula. Per tutto il pomeriggio quindi solo i senatori di Sel hanno continuato a partecipare alle votazioni sugli emendamenti. Anche il presidente del Consiglio ha voluto oggi affrontare la pratica di persona e ha chiamato a palazzo Chigi i capigruppo di maggioranza per ragionare sulle modifiche: ''Siamo disponibili a dialogare con tutti, partendo pero' da un presupposto: dobbiamo realizzare le riforme'', ha detto poi. Renzi, in particolare, avrebbe ribadito la disponibilita' a ragionare su la platea che elegge il capo dello Stato e il numero di firme per referendum e leggi di iniziativa popolare. Sull'immunita' che e' l'altra richiesta avanzata dalle opposizioni invece sembra che maggioranza e governo siano pia' cauti. I capigruppo, d'altro canto, avrebbero spiegato al premier che ormai la strada e' in discesa, visto che ''gli emendamenti piu' pericolosi sono superati''. I relatori Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli aspettano solo l'ok del governo per presentare i loro emendamenti sui punti in questione che pero' riguardano gli articolo dal 3 al 40. Ecco perche' oggi l'Aula ha concluso l'esame dell'articolo 2 e poi si e' presa una 'pausa' dalle riforme per occuparsi del decreto carceri che sara' ancora domani all'ordine del giorno. Il ddl Boschi dovrebbe a questo punto tornare in discussione lunedi', a meno che non venga data la precedenza al decreto PA, che e' ritornato dalla Camera proprio oggi. Ma il via libera alla riforma entro l'8 agosto non sembra piu' cosi' lontano, come spiega Calderoli: ''Sta andando tutto secondo i piani'' e ormai ''non ha importanza se vengono ritirati gli emendamenti'' delle opposizioni. RENZI, ''SODDISFATTO'' - Le riforme ''stanno andando avanti in Senato'' e sono ''molto soddisfatto'', ''spero che un clima di dialogo consenta di recuperare e che e si possa discutere e dialogare nel dettaglio'', ha affermato il premier, Matteo Renzi, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi. Lo stesso Renzi si era detto ''sempre disponibile al confronto'', secondo quanto ha riferito uno dei partecipanti al vertice con i capigruppo di maggioranza convocato dal presidente del Consiglio e terminato dopo le 15. ''Pensiamo di poter chiudere sull'articolo 2 entro stanotte - ha spiegato uno dei capigruppo - poi passeremo ai decreti e entro l'8 contiamo di chiudere tutto''. Renzi, in particolare, avrebbe ribadito la disponibilita' a ragionare su punti come l'immunita', la platea che elegge il capo dello Stato e il numero di firme per referendum e leggi di iniziativa popolare. Un'offerta, ovviamente, legata alla disponibilita' dell'opposizione di accettare contemporaneamente un 'disarmo'. I capigruppo, d'altro canto, avrebbero spiegato al premier che ormai la strada e' in discesa, visto che ''gli emendamenti piu' pericolosi sono superati''. Il 27 o il 28 agosto si terra' il Consiglio dei ministri che approvera' i provvedimenti legati allo 'sblocca-Italia', ha poi detto Renzi in conferenza stampa: ''Lo sblocca Italia non e' semplicemente legato ai cantieri e alle infrastrutture, ma e' molto piu' ampio. Il 27 o il 28 agosto, in occasione del Consiglio dei ministri che faremo - potrebbe essere il primo della ripresa - avremo modo di approvare un dl e un ddl delega sui provvedimenti urgenti che vanno ora in consultazione. Apriamo ai cittadini la possibilita' di discutere e dialogare, anche su questo tema''. ''Noi ad agosto saremo al lavoro a completare il programma dei mille giorni. A settembre ci sara' una ripartenza col botto'', ha aggiunto il presidente del Consiglio. Quanto poi alla ''brutta pagina che e' stata scritta ieri'' in Senato, ''non ha permesso di sottolineare alcuni bei risultati come la fine del bicameralismo perfetto'', ha voluto sottolineare Renzi. Ma ''quando passano le riforme? Difficile dirlo. Siamo fiduciosi che la prima lettura venga completata la settimana prossima e ove questo avvenisse sarebbe un segnale importante''. Il premier ha ribadito tuttavia l'intenzione di sottoporre le riforme a un referendum confermativo, ''siamo disposti anche a prendere un impegno scritto in Parlamento''. ''La maggioranza che sostiene questa riforma e' disponibile, anche se avesse i numeri, a far mancare qualche numero - ha spiegato - per andare a un referendum confermativo perche' l'ultima parola deve essere dei cittadini''. pol-tmn/dsk

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