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pubblicato il 23/apr/2014 10:38

Riforme: Orellana, senatori devono essere eletti dai cittadini

(ASCA) - Roma, 23 apr 2014 - ''Ho sottoscritto due disegni di legge di iniziativa parlamentare: quello a prima firma Campanella (500 parlamentari, cioe' 250 deputati e 250 senatori) e il secondo a prima firma Chiti. Il punto di unione di entrambi questi ddl e' la eleggibilita' dei futuri senatori da parte dei cittadini. In un momento di progressivo allontanamento dei cittadini dalle vicende politiche che si manifesta nel continuo aumento dell'astensionismo e' indispensabile mantenere questo legame fra elettori e propri rappresentanti eletti. Il disegno di legge del governo va invece in senso opposto''. Lo ha dichiarato in Commissione Affari Costituzionali, il senatore Luis Alberto Orellana, durante la discussione sulla riforma costituzionale presentata dal governo.

''Nella attuale Carta costituzionale - ha ricordato Orellana - il Senato viene eletto su base regionale e il legame fra l'eletto e il proprio territorio va valorizzato e favorito. Nel testo governativo questo legame viene favorito facendo coincidere alcuni eletti in Regione e in alcuni Comuni direttamente coi senatori. Non ritengo sia una soluzione efficace per una serie di ragioni. La prima e' logistica: la presenza a Roma dei senatori-consiglieri o senatori-sindaci sarebbe limitata a pochissimi giorni al mese. La seconda, operativa: l'impegno in Regione o in Comune e' generalmente a tempo pieno e il necessario momento di analisi e approfondimento sarebbe impossibile''. La terza ragione, economica: ''La giusta necessita' di contenere i costi del nuovo Senato porterebbe - secondo Orellana - i neo-senatori a non potersi dotare di collaboratori parlamentari difficilmente sostituibili con i loro attuali collaboratori che hanno altre competenze (legate alla attivita' di sindaco). La attivita' legislativa dei futuri senatori ne risulterebbe quindi compromessa''.

Per Orellana, dunque, e' piu' corretto che i senatori si raccordino con i consigli regionali delle loro regioni di appartenenza in maniera strutturata. ''Attualmente - ha sottolineato - questo legame fra senatori e le istituzioni del loro territorio di origine e' inesistente o meglio lasciato alla iniziativa del singolo senatore. Si potrebbe piuttosto ipotizzare che i senatori di una regione diventino automaticamente Consiglieri Regionali di quella regione in modo da rappresentare la Regione sia in Senato sia in Regione''.

com/vlm

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