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pubblicato il 29/lug/2014 13:49

Riforme: no Governo a lodo Grasso, o mediazione Chiti o avanti in Aula

(ASCA) - Roma, 29 lug 2014 - L'esecutivo dice 'no' al lodo Grasso, cioe' all'accantonamento degli art.1 e 2 del ddl sulle riforme per proseguire con l'art.3 e dare tempo alle opposizioni e alla maggioranza di chiarirsi sul taglio degli emendamenti. A dare il colpo di grazia a tale ipotesi e' il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Luciano Pizzetti che chiarisce in sostanza: ''O il ritiro degli emendamenti avviene subito oppure ritorniamo in Aula e proseguiamo con le votazioni, togliendoci fin da subito l'impiccio sull'elettivita' del Senato''. La posizione tranchant dell'esecutivo mette in chiaro che la mediazione Chiti ''e' l'ultima chance per trovare un accordo'', prosegue ancora Pizzetti. La proposta Chiti: ''Emendamenti su pochi temi. Voto a settembre''. Raggruppare gli emendamenti al ddl sulle riforme intorno a pochi temi qualificanti, con solo ''poche decine'' di proposte di modifica. Discuterle e votarle in Aula nel periodo da qui alla pausa estiva e poi rimandare le dichiarazioni di voto e il voto finale sul ddl ai primi di settembre. E' questo l'appello lanciato da Vannino Chiti, capofila dei dissidenti del Pd, in Aula alla ripresa dei lavori del Senato sul ddl sulle riforme. ''Non e una proposta nuova'' afferma Chiti, che sottolinea ''la condivisione di quest aproposta con i senatori che sostengono la maggioranza di governo, quantomeno''. ''La mia proposta muove dalla preoccupazione che le riforme costituzionali non si realizzano in un clima dai tono cosi' esasperati, da muro contro muro, che non e' accettabile e che fa smarrire le ragioni degli uni e degli altri''. ''L'esito in caso contrario - aggiunge Chiti - non e' solo la lacerazione dei rapporti politici, ma anche il blocco di una normale attivita' legislativa non accettabile per il Paese''. L'esponente Pd sottolinea che ''chi ha ruoli significativi di maggioranza e di governo deve impegnarsi di piu' per il mantenimento del normale clima di confronto'', ma poi ribadisce che ''con il mantenimento degli emendamenti quello che e' probabile e' un clima di contrasto alto''. Da qui la proposta di Chiti nel merito, per concentrare il confronto intorno ai grandi temi della riforma: modalita' di elezione del Senato, numero dei senatori, immunita' e incandidabilita', elezione del Presidente della Repubblica e dei ruoli di garanzia, referendum e leggi di inziativa popolare, competenze di Stato e Regioni. ''La proposta e' quella di non disperdersi in migliaia di emendamenti per concentrare il tempo prima della pausa esitva per illustrare le posizioni sugli emendamenti rilevanti, motivandole e attendere la risposta dei relatori in primo luogo - spiega Chiti -. E poi avere un confronto anche col governo e votare gli emendamenti ritenuti fondamentali. Sia chiaro, non prendiamoci in giro. Sto parlando di alcune decine per ogni tematica. Per svolgere poi le dichiarazioni di voto e votare la riforma ai primi di settembre''. L'ultima parola, sottolinea Chiti ''spettera' poi ai cittadini con il referendum confermativo''. int/

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