martedì 17 gennaio | 10:24
pubblicato il 23/ott/2013 19:11

Riforme: Napolitano e Letta spingono sull'acceleratore. ''Sono ineludibili''

Riforme: Napolitano e Letta spingono sull'acceleratore. ''Sono ineludibili''

(ASCA) - Firenze, 23 ott - Il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio spingono sull'acceleratore per le riforme istituzionali. E lo fanno dal palco dell'assemblea dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, a Firenze. L'Italia deve liberarsi da ''pastoie'' e ''contraddizioni'' per un rilancio dello sviluppo, ha detto Giorgio Napolitano, per il quale la tematica delle riforme costituzionali si incrocia ''in modo essenziale con quella delle autonomie locali'' ma ''soprattutto essa fa tutt'uno con il discorso sulle condizioni di un rilancio dello sviluppo e di un piu' degno e dinamico futuro, per l'Italia, per la nostra nazione, nel contesto europeo e mondiale''. Per il capo dello Stato ''abbiamo un bisogno drammatico di liberarci da contraddizioni antiche e recenti, da radicate e paralizzanti pastoie, che impediscono un piu' ampio dispiegarsi di energie e potenzialita' che il nostro Paese pure possiede. Abbiamo bisogno - ha detto ancora - di forti cambiamenti, oggettivi e soggettivi, di strutture, di indirizzi politici, e insieme di mentalita' e di comportamenti''. E tra ''le contraddizioni e le inefficienze di cui liberarci ci sono quelle istituzionali. Perche' li' risiede una non marginale, ma pesante concausa della stagnazione''. ''Il tema delle riforme istituzionali e costituzionali'' e' ''ormai ineludibile'' e ''non si possono giustificare e subire in proposito posizioni difensive e conservatrici'', ha quindi ribadito il Capo dello Stato. Delle riforme istituzionali e costituzionali ''non se ne puo' piu' discutere a vuoto. Non ci si puo' piu' girare attorno. C'e' l'occasione, oggi, in questo 2013-2014, di giungere a delle conclusioni valide, piu' o meno comprensive di molteplici necessita': ed e' un'occasione da non sprecare, se non vogliamo condannarci a un riflusso pessimistico senza rimedio, e compromettere anche quello che si sta facendo e che si deve ancora fare sul terreno delle politiche di crescita e di sviluppo economico-sociale''. ''E allora - e' il monito di Napolitano - non si possono giustificare e subire in proposito posizioni difensive e conservatrici; bisogna rispondere al visibile coagularsi di posizioni di ogni provenienza che confluiscono in un fronte di resistenza conservatrice, ben al di la' di osservazioni e controproposte di merito. Bisogna far valere col massimo sforzo argomentativo e persuasivo le ragioni e le proposte del cambiamento istituzionale e costituzionale''. In particolare, la revisione del Titolo V della Costituzione '''non puo' non collegarsi all'indispensabile superamento del bicameralismo paritario e alla nascita del nuovo Senato''. Una riforma che, secondo Napolitano, ''faccia da ponte tra legislatori, statale e regionale, e arricchisca l'articolazione e le funzioni complessive del Parlamento, pur affidando alla sola Camera dei Deputati la funzione dell'investitura politica e l'ultima parola nel processo legislativo''. E quella della legge elettorale '''e' un'altra riforma urgente'' e necessaria, incalza Napolitano, ''per regolare su basi piu' lineari la competizione per il governo in un'effettiva democrazia dell'alternanza''. Napolitano spiega che si tratta '''innanzitutto di recepire i rilievi gia' espressi dalla Corte Costituzionale su punti importanti del testo vigente, che d'altronde da lungo tempo i rappresentanti di tutte le forze politiche avevano dichiarato di voler riformare''. Sulla stessa linea il premier Enrico Letta, anch'egli intervenuto all'assemblea dell'Anci: ''Le regole che abbiamo non funzionano, sono regole vecchie'' e dunque vanno cambiate senza avere ''paura del cambiamento istituzionale''. E il premier sul percorso delle riforme apre agli enti locali: ''Facciamole insieme e l'uscita dalla crisi portera' crescita e occupazione''. Letta ha ricordato ''quanto e' stato importante per il ruolo dei comuni il cambio delle regole che venti anni fa ha reso i comuni piu' forti, piu' in grado di rappresentare quello che sempre hanno rappresentato nella storia italiana ma che oggi sono in grado di rappresentare sicuramente meglio grazie al cambio delle regole. E allora se e' cosi' - ha ammonito - non abbiamo paura del cambiamento istituzionale, che rendera' il nostro Paese in grado di funzionare meglio, in grado di avere persone che lo governano ai vari livelli, in grado di assumersi le responsabilita' e poi di fare le cose. Questo e' il senso degli impegni che stiamo prendendo''. afe/rus/mau

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