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pubblicato il 18/apr/2014 10:01

Riforme: Napolitano, bilancio positivo anche se pagato prezzo...(1 upd)

(ASCA) - Roma, 18 apr 2014 - Il processo delle riforme che si e' messo in moto, senza essere bloccato da crisi e ristrutturazioni della maggioranza di governo, ''mi fa considerare positivo il bilancio dell'anno trascorso. Essermi esposto a tal fine personalmente, sempre nei limiti del mio ruolo costituzionale, e avere pagato allo spirito di fazione un prezzo nei consensi convenzionalmente misurabili, non mi fa dubitare della giustezza della strada seguita''. Lo scrive il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera inviata al Corriere della Sera.

''Non intendo soffermarmi su fatti, atteggiamenti, intrighi che hanno concorso a gettare ombre e discredito - ben al di la' di ogni legittima critica e riserva - sulla mia persona e sull'istituzione che rappresento'', chiarisce Napolitano aggiungendo che ''l'essenziale e' che mi sia sempre sforzato di mantenere la serenita' indispensabile per fare il mio dovere, per rispondere alle esigenze del Paese e della sua vita democratica. Comunque - continua - e' possibile e utile una qualche riflessione oggettiva, come premessa per il bilancio che mi si chiede di abbozzare. E in primo luogo - scrive il Capo dello Stato - sono stato e sono portato a riflettere sulla persistente, estrema resistenza, che viene dagli ambienti piu' disparati, all'obbligo nazionale e morale di garantire la continuita' dei percorsi istituzionali, e con essa primordiali interessi comuni, anche attraverso avvicinamenti e collaborazioni, sul piano politico, che s'impongono in via temporanea fuori delle naturali affinita' e della dialettica dell'alternanza. Dal non riconoscimento di quest'obbligo, di questa necessita' - sostiene Napolitano - sono scaturite nel corso dell'ultimo anno reazioni virulente che hanno contagiato, sorprendentemente, ambienti molto diversi''. Per Napolitano ''e' stato duro, quindi, procedere nel compito che mi spettava'', divenuto davvero ''faticoso e ingrato, del promuovere la formazione di un governo di ampia coalizione, il solo possibile nel Parlamento uscito dalle elezioni del febbraio 2013, e nel sollecitare un programma di rilancio della crescita e dell'occupazione, e di contestuale, imprescindibile avvio di riforme economico-sociali e istituzionali gia' troppo a lungo ritardate. Che questo processo si sia messo in moto, e di recente decisamente accelerato - nota Napolitano - senza essere bloccato da una crisi e susseguente ristrutturazione della maggioranza di governo ne', piu' tardi, dal cambiamento politico sfociato in una nuova compagine e guida governativa, mi fa considerare positivo il bilancio dell'anno trascorso. Essermi a tal fine 'esposto' personalmente, sempre nei limiti del mio ruolo costituzionale, e aver pagato allo spirito di fazione un prezzo nei consensi convenzionalmente misurabili, non mi fa dubitare della giustezza della strada seguita''. fdv

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