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pubblicato il 13/giu/2014 17:17

Riforme: Mucchetti (Pd), celodurismo alla fiorentina o leadership vera?

(ASCA) - Roma, 13 giu 2014 - ''Celodurismo alla fiorentina o leadership vera?''. Se lo chiede oggi sul suo sito il presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti, Pd, commentando le parole di Matteo Renzi sulle riforme costituzionali. ''L'Italia e il mondo - continua Mucchetti - hanno problemi ben piu' seri della riforma del Senato, e il segretario-premier, reduce dall'Asia, domani fara' bene a volare alto all'assemblea del Pd. E tuttavia, da Pechino, Matteo Renzi ha trovato il tempo per un ringhio: chi ha il 41% dei voti non lascia l'Italia a Mineo. Bum! Che macho! E il fido Guerini rincara la dose rivolto ai 14 senatori autosospesi: quella e' la porta. Caspita, che garbo!''. Secondo il presidente della commissione Industria di palazzo Madama: ''In realta', siamo all'ennesima manipolazione dell'opinione pubblica. Leggetevi Lucia Annunziata sull'Huffington Post. Si interpreta il risultato elettorale delle europee come se fosse una delega in bianco a fare qualsiasi cosa. Si riduce una posizione di merito condivisa da un buon numero di persone dentro il Pd (e da un ampio schieramento parlamentare, forse dalla maggioranza del Senato) all'opinione di una persona sola. Che essendo sola potra' essere spacciata come un po' matta, o forse interessata, comunque trascurabile''. ''Si criminalizza il dissenso raccontandolo come un freno alle riforme - sottolinea Mucchetti - quando invece, e' uno sprone a fare meglio e di piu' sui costi, sulle funzioni e sul grado di democraticita' del Parlamento. Si evita il confronto ragionato nel merito enumerando in sua vece, assemblee numerose quanto generiche, che iniziano con la rituale, generica introduzione del Capo, lunga come un comizio di Fidel Castro, e proseguono con mini-interventi dei fedeli e degli eretici e si concludono con prese di posizione sui paletti. Ma ve la immaginate la Commissione dei 75 della Costituente che ragiona sui paletti.... No. Ma il gioco, che declassa le Camere a mera rappresentazione della dittatura delle maggioranze partitiche, funziona alla perfezione.

Perche' la classe politica tradizionale ha fallito e il nuovo non ha ancora avuto il tempo di fallire, e dunque ora rappresenta una speranza a prescindere dal merito''.

''Il merito dovrebbe essere controllato dai giornali e dalle tv. Ma che cosa volete che controllino mai i giornali quando dipendono dalla ripartizione dei fondi per l'editoria fatta a palazzo Chigi. Qualche rara, avvertenza critica negli editoriali e poi cronache addomesticate. E che cosa volete mai che facciano i telegiornali ridotti a mere registrazioni senza indagini e i talk show dove l'ospite, se e' un leader che fa audience, puo' scegliersi i giornalisti piu' comodi?'', conclude il senatore dem.

com/vlm

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