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pubblicato il 16/giu/2014 19:57

Riforme: mossa di Grillo spariglia e costringe Renzi a vedere le carte

Riforme: mossa di Grillo spariglia e costringe Renzi a vedere le carte

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 16 giu 2014 - ''Ho visto che ora tutte le forze politiche vogliono fare le riforme. Bene.

Un mese fa sembrava avessi la peste, ora tutti vogliono fare le riforme. Allora mettiamoci intorno a un tavolo, anzi per mail che si fa prima, e facciamo le riforme. Questa settimana sara' quella decisiva''.

Parole del premier e segretario Pd Matteo Renzi durante l'incontro inVeneto con l'assemblea dei confindustriali di Vicenza e di Verona.

Parole che testimoniano un cambio del clima sul tema delle riforme. Renzi per la verita' si e' sempre detto convinto del buon esito del processo delle riforme anche nei momenti in cui i numeri per approvarle sembravano essere in dubbio come per il caso Mineo e 14 senatori democratici autospesi. Le rassicurazioni hanno fatto pensare ad un eccesso di ottimismo ma anche all'esistenza non divulgata di accordi con forze politiche fino ad oggi sulla sponda dell'opposizione. E' in questa prospettiva che si e' arrivati a parlare di un ''patto segreto'' con la Lega Nord che porterebbe quindici voti in soccorso a condizione che sul Titolo V si lasci spazio alle autonomie regionali.

E' in questa atmosfera da retroscena -che non escludeva accordi con Berlusconi ma anche con Sel e i fuoriusciti dal M5S- che e' arrivato l'autentico colpo di teatro da parte di Beppe Grillo che ha offerto un dialogo e una collaborazione sulle riforme, a partire dalla legge elettorale.

La domanda di tutti e a maggior ragione del Pd e del suo segretario Renzi, e' quale credibilita' dare a questa nuova presa di posizione. Non c'e' neanche bisogno di ricordare i giudizi sprezzanti e gli insulti che il comico leader del M5S ha regalato un po' a tutti e al Pd in particolare e al suo leader definito costantemente come ''ebetino''. Non che Grillo sia nuovo ai colpi di scena, ma questa volta decisamente si e' superato. Tanto che in molti hanno messo in conto una trappola, quanto meno per sparigliare un accordo con Fi e Berlusconi sulla base di una legge elettorale maggioritaria che potrebbe tagliare fuori dai giochi terzi incomodi, come il M5S potrebbe essere di fronte all'armata democratica e ad un cewntrodestra riunito.

Oltre al blog con l'invito a Renzi di un incontro, oltre le dichiarazioni via web di Grillo e la conferenza stampa dei grillini che hanno lanciato come sistema elettorale quello che hanno battezzato il ''democratellum'' (un sistema proporzionale corretto che con un 40% di voti garantirebbe piu' del 50% dei parlamentari, ma che lascerebbe spazio ai partiti minori) c'e' da prendere in considerazione una ragione politica che e' stata spiegata da Luigi Di Maio, deputato grillino e vicepresidente della Camera. ''Volevamo aprire una crisi di governo. Non e' stato possibile. Ora -ha dichiarato- si prospetta una vita molto piu' lunga per questa legislatura e non vogliamo rimanere nel limbo. Per questo adesso ci assumiamo la responsabilita' di portare a casa una nuova legge elettorale. La nostra non e' un'apertura di credito al governo ma di merito''. Di Maio ha poi confermato che l'incontro con Renzi avverra' in streaming e che, dopo il dialogo ''su questo testo con le altre forze politiche, il tutto sara' poi ratificato dalla rete''.

Al di la' dei dubbi di credibilita', e' evidente che le cose a seguito di questa iniziativa sono tutte rimesse in movimento. La mossa dei grillini va anzitutto a mettere in difficolta' Berlusconi e Fi che nel caso di un risultato positivo nel confronto Pd-M5S rischierebbero di essere isolati e comunque di vedere perdere di valore le loro ''azioni''. Comunque stiano le cose -a partire dalla credibilita' dei grillini e sull'eventualitaa' della trappola- una cosa e' certa: a questo punto Renzi non puo' non andare a vedere, e verificare, le carte in mano a Grillo e al M5S.

min/red

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