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pubblicato il 02/apr/2014 13:51

Riforme: Monti, ecco nostra proposta Senato. Sara' entro paletti (1upd)

Riforme: Monti, ecco nostra proposta Senato. Sara' entro paletti (1upd)

(ASCA) - Roma, 2 apr 2014 - ''Non apparteniemo ai rallentatori, ma ai facilitatori di buone decisioni, nella serrata tempistica indicata dal premier e all'interno dei paletti indicati da quest'ultimo''. Si puo' riassumere con queste parole di Mario Monti il senso politico della proposta per la riforma del Senato presentata oggi a Palazzo Madama dal senatore a vita, e dalla vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotta di Scelta civica insieme al deputato Sc, Renato Balduzzi.

Una scelta ''migliorativa e positiva'' come spiega Lanzillotta, che verra' tradotta all'avvio del dibattito parlamentare in emendamenti. ''Per la valutazione complessiva - puntualizza - aspettiamo la fine del processo. In ogni caso il presidente del Consiglio appare assolutamente disponibile al confronti, fermi certi paletti. Ci auguriamo che nell'esito conclusivo, ciascuno possa riconoscersi''. ''Personalmente ritengo che la velocita' impressa dal premier Renzi - afferma Monti - vada assecondata e che sia una cosa positiva per l'Italia. Quando la velocita' e' sul terreno costituzionale e si misura nel lungo periodo bisogna non fare errori o correre all'indietro. Ecco, compito di Scelta civica e' evitare possibili errori; ci siamo mossi all'interno dei paletti posti dal premier, pur consapevoli delle critiche anche circostanziate fatte a questi paletti''.

Entrando nel merito della proposta Monti sottolinea che la principale novita' riguarda la come'posizione del Senato, che ''non si riduca a fare la Camera delle autonomie territoriali, anche tenuto conto del fatto che il ceto politico regionale ha dato una certa prova del senso della cosa pubblica, almeno da una certa sua parte, che e' stata sotto gli occhi di tutti. Mettere in mano a quel ceto politico, spesso causa di cattiva politica che ha aggravato la finanza pubblica, una struttura istituzionale come il Senato, va rimeditato. Come pure la composizione del Senato, che deve aprirsi a esponenti del mondo sociale. Il Senato deve essere l'immagine profonda del Paese che guardi alla ricchezza delle professioni, del volontariato, delle camere di commercio, essere capace di aiutare il processo politico radicato nella Camera dei deputati''.

Ancora, anche i costi della politica devono essere ridotti, prosegue il senatore a vita, ''tenendo ben presente che il costo della politica piu' grande e pesante per il Paese e' il costo delle decisioni rinviate o prese in un'ottica elettoralistica''.

Nella proposta di Monti-Lanzillotta il numero dei senatori viene ridotto a 200, eletti su base regionale e in occasione del rinnovo di ciascun consiglio, da un ''collegio formato da presidenti, assessori e consiglieri regionali e da rappresetnanti dei comuni (sindaci e consiglieri) designati dai consigli delle autonomie locali''. Accanto ai senatori elettivi (la cui indennita' e' a carico della Regione di elezione e non cumulabile con altre), si prevede la presenza di 21 senatori di diritto (i 21 presidenti delle Regioni e delle Provincie autonome e gli ex Presienti della Repubblica) e di nomina del Capo dello Stato (5 senatori a vita e 15 senatori con mandato settennale scelti tra esponenti illustri e meritevoli della societa' civile). I senatori, la cui eta' minima scende a 35 anni non godono dell'immunita' parlamentare agli arresti.

Sui 21 esponenti che in base alla proposta del governo spettano al Capo dello Stato, Monti ha osservato che ''mi sembra fare carico eccessivo al Presdietne della Repubblica essere l'unico individuatore di cio' che le forze sociali esprimono e devono contribuire al Paese. Mi sembra invece coerente all'idea di un'Italia dei territori dare a questi ultimi il compito di individurare essi le capacita' e le forze che possono far parte del Senato''.

Il ddl Monti-Lanzillotta prevede anche il taglio del numero dei deputati, con l'accorpamento delle regioni piu' piccole, come pure una differenziazione delle funzioni delle due Camere con l'introduzione di una procedura d'urgenza all'interno dell'ordinario iter legis, grazie alla quale il govenro puo' chiedere alle Camere di procedere alla votazione finale entro un termine fisso (30 o 60 giorni). Il tutto in un'ottica di riduzione del ricorso alla decretazione d'urgenza. Circa il riparto dellapotesta' legislativa tra Stato e Regioni si prevede una ricomposizione e ricollocazione di alcuni titoli di competenza (ad esempio il coordinamento della finanza pubblica pasano alla potesta' statale, mdente alcuni titoli di infrastrutture, trasporti ed energia vengno ricomposti conservando competenza concorrente solo sotto certi profili). I poteri normativi del Senato vengono infine ridotti. Si prevedono tre titpi di procedimento legislativo: bicamerale paritario (limitato alle leggi costituzionali, che incidono prevalentemente sui diritti civili e politici e altre materie indicate dalla Costituzione), a prima lettura del Senato con approvazione definitiva della Camera (leggi recanti principi fondamentali delle materie di potesta' legislativa concorrente Stato-Regioni), a prima ed eventualmente unica lettura da parte della Camera con potere di richiamo del Senato (ma la decisione definitiva spetta comunque alla Camera). E' il caso delle leggi di bilancio e quelle di stabilita'. njb

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