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pubblicato il 23/giu/2014 18:46

Riforme: mercoledi' l'incontro Pd-M5S. Divisi su tutto, accordi irreali

Riforme: mercoledi' l'incontro Pd-M5S. Divisi su tutto, accordi irreali

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 23 giu 2014 - Mercoledi' prossimo, 25 giugno, si svolgera' l'incontro tra una delegazione dei grillini del M5S e una del Pd: tema dell'incontro la possibilita' o meno di un'intesa in tema di riforme, in particolare per quella elettorale.

Intorno a questo appuntamento c'e' una discreta curiosita' perche' la richiesta di confronto (partita dal blog di Beppe Grillo, che si e' rivolto personalmente a Renzi) interrompe una prassi politica fatta di attacchi scomposti e di insulti verso gli avversari costantemente dipinti come cittadini del male. Grillo e i grillini vogliono cambiare atteggiamento e approdare ad un confronto parlamentare collaborativo? Solo dopo l'incontro sara' possibile dare una risposta. Per ora e' possibile solo verificare gli obiettivi delle due parti e cogliere una sostanziale differenza praticamente su tutte le questioni della riforma del Senato, del Titolo V della Costituzione e della legge elettorale.

Sul Senato il M5S e' per mantenerlo in vita cosi' com'e' oggi e cosi' anche per il Titolo V perche' senza la modifica del Senato e' veramente difficile impostare un diverso rapporto tra autonomie e Stato centrale. La richiesta di incontro ha pero' posto i toni maggiori sulla riforma elettorale e dunque e' prevedibile che su questa si possa centrare il confronto.

Del resto il M5S ha presentato un proprio progetto di legge elettorale che si ispira per certi aspetti al sistema spagnolo, anche se prospetta una sorta di geometria variabile a seconda delle cicoscrizioni elettorali che si vogliono adottare, grandi o piccole.

Vale dunque la pena di leggere la proposta grillina per capire le possibilita' di successo che puo' avere l'incontro.

Va detto anzitutto che il sistema proposto e' un proporzionale che i seggi -diversamente dall'Italicum- li assegna non a livello nazionale, ma circoscrizionale.

Semplificando, si puo' dire che tanto piu' sono grandi le circoscrizioni maggiore e' il numero dei parlamentari eletti.

Se invece le circoscrizioni sono piccole (alla spagnola) i parlamentari eletti saranno pochi con un effetto di tipo maggioritario. Scontato l'ostacolo procedurale per il fatto che l'Italicum e' stato gia' approvato da una camera e che per sopprimerlo dovrebbero essere d'accordo tutti quelli che lo hanno votato, c'e' da osservare che la legge elettorale grillina presuppone il mantenimento in vita di quel bicameralismo perfetto che Renzi, il governo, la maggioranza e non solo, sono decisi a chiudere.

Altro motivo di grosso ostacolo e' il fatto che il ''Grillinum'' non prevede una sicura indicazione del vincitore delle elezioni come invece fa l'Italicum. Questo vuol dire che il sistema elettorale grillino non assicura la trasformazione in maggioranza assoluta di seggi, la maggioranza relativa dei voti del partito piu' votato. La conseguenza sarebbe uno spostamento della individuazione della maggioranza di governo, che l'Italicum affida agli elettori, a dopo il voto: alle trattative tra i partiti e in parlamento. Un ritorno sostanziale alla prima Repubblica.

Su queste basi e' molto difficile, se non impossibile, che mercoledi' le due parti possano trovare un'intesa. Ma questo lo sanno anche Grillo e i grillini. E allora c'e' da chiedersi se l'obbiettivo sia meramente politico e mediatico.

E' un fatto che proiettando in un futuro prossimo il quadro politico di oggi il M5S a nuove elezioni politiche rischia di arrivare terzo a fronte del Pd di Renzi e un centrodestra che torni a riunirsi. Una prospettiva che accentuerebbe un logoramento che pare gia' iniziato. Forse sta tutto qui l'invito al Pd a scegliere tra un ''pregiudicato'' alla testa di un ''partito nato dalla mafia o dalla P2'' e un partito ''espressione dei cittadini''. Un tentativo scoperto di sparigliare messo in campo per di piu' da una forza politica su cui nessuno scommette sulla sua affidabilita'. min/sam/

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