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pubblicato il 20/giu/2014 18:12

Riforme: mercoledi' incontro M5S-Pd. Ma per fare cosa?

Riforme: mercoledi' incontro M5S-Pd. Ma per fare cosa?

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 20 giu 2014 - Mercoledi' prossimo 25 giugno si terra' dunque l'incontro tra il M5S e il Pd sulle riforme.

Incontro a livello di delegazioni parlamentari, sollecitato via web nei giorni scorsi da Beppe Grillo e accettato da Matteo Renzi che ha fissato la data.

Chiaro l'appuntamento, totalmente all'oscuro le possibili convergenze. Le due parti sono infatti se non agli antipodi quanto meno in opposizione su molti punti. Sul Senato e' noto il pensiero di Renzi, del Governo e del Pd che sono favorevoli alla fine del bicameralismo con un Senato che non vota piu' la fiducia al governo. Grillo e il M5S sono invece per mantenere il bicameralismo. Renzi e il Pd sono per una elezione indiretta dei nuovi senatori sul modello tedesco del Bundesrat mentgre Grillo e i grillini vogliono un'elezione diretta a suffragio universale di tutti i cittadini. Renzi, il governo e il Pd sono per realizzare la riforma costituzionale che dovrebbe aprire una nuova fase della Repubblica, Grillo e il M5S a piu' riprese hanno sostenuto che l'attuale parlamento e' illegittimo e che non si deve procedere a modifiche della Costituzione.

Renzi e il Pd propongono una riforma della legge elettorale -il noto Italicum- in senso maggioritario, mentre Grillo e i grillini sono favorevoli ad un sistema proporzionale -il Grillinum- che prevede due varianti a seconda dell'ampiezza delle circoscrizioni elettorali (sia per la Camera sia per il Senato). Nel caso di circoscrizioni grandi l'effetto proporzionale e' maggiore. Se invece si riducono al livello provinciale, le circoscrizioni con un effetto simile (ma lontano) a quello spagnolo privilegiano i partiti maggiori, che nello spedifico dovrebbero essere Pd, M5S e Fi.

Stante queste (reali) premesse, sono in molti a chiedersi cosa potra' venire da questo incontro, quali convergenze siano possibili. Alla luce di queste considerazioni il dubbio e' che l'obiettivo cercato sia solo politico: quello di evitare un isolamento del M5S stretto tra la maggioranza che sostiene il governo e Fi. Non e' forse casuale che esponenti grillini abbiano fatto riferimento proprio ad un aspetto politico, tra gli altri Manlio Di Stefano ha dichiarato esplicitamente: ''Diamo a Renzi l'opportunita' di uscire da quel ricatto di Berlusconi che lui stesso disse esserci quando affermo' che non c'era alternativa. Noi gli diamo un'alternativa: chiarisca se preferisce continuare con lui o aprirsi ad un percorso nuovo''. All'incontro del 25 giugno partecipera' una delegazione del Movimento 5 Stelle composta dai capogruppo di Camera e Senato, Giuseppe Brescia e Maurizio Buccarella, e dai deputati Danilo Toninelli e Luigi Di Maio. Ma la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi chiarisce: il punto di partenza e' l'Italicum: ''Non e' pensabile, dopo mesi di lavoro che hanno coinvolto il Parlamento, ricominciare daccapo''Non si cambia partner in extremis. Le argomentazioni di Boschi, pero', non lasciano adito a dubbi sull'impostazione che avra' il confronto fra Pd e M5s: ''Siamo attenti ad ascoltare le loro proposte'', dice ancora il ministro, ma ''avendo approvato un testo alla Camera, quello e' un punto di partenza importante che non puo' essere trascurato nel confronto''.

''Non si cambia partner all'ultimo momento'', ha sottolineato la Boschi aggiungendo che ''eventuali richieste di modiche possono essere prese in considerazione ma solo se saranno condivise dalle altre forze che hanno contribuito sin qui alla legge elettorale e alle riforme''.

min/cam/alf

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