sabato 10 dicembre | 16:00
pubblicato il 28/lug/2014 16:02

Riforme: mediazione possibile con una modifica dell'Italicum

+++Partitini pronti a ritiro emendamenti con soglia bassa di sopravvivenza+++.

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 28 lug 2014 - Che la legge elettorale sia la chiave di volta per la costruzione della riforma costituzionale del Senato e del Titolo V della Costituzione, lo si era intuito da tempo: almeno da quando i partiti minori (quelli con l'ingresso in Parlamento a rischio) avevano iniziato a parlare di inammissibile vulnus alla rappresentanza democratica, in sostanza un restringimento della qualita' della democrazia nel nostro Paese.

La traduzione in termini piu' correnti del vulnus era con tutta evidenza un non potete mettere delle soglie cosi' alte che impediscono ad una consistente quota di cittadini di avere una loro rappresentanza in Parlamento. Con un'ulteriore semplificazione delle parole si puo' dire: con questa soglia ci uccidete, per cui se volete il nostro voto sulla riforma costituzionale si modifichi l'Italicum prevedendo una soglia molto piu' bassa, alla nostra portata. Puo' apparire un discorso cinico ed anche brutale, ma e' indubbio che la posta in gioco e' la sopravvivenza in nome della quale si esercitano pressioni al limite del ricatto.

Una conferma a questo stato di cose e' venuta oggi da un senatore di Sel poco conosciuto ai piu', Peppe De Cristofaro, che intervenendo ad una trasmissione Tv e' stato chiarissimo sulle intenzioni e motivazioni del suo partito: ''L'ostruzionismo e' stato piu' del Governo che nostro. Siamo disponibilissimi a ritirare gli emendamenti, pero' vorremmo una discussione che non c'e' stata nel corso di tutti questi mesi. Questa degli emendamenti e' stata una sorta di legittima difesa''. Questo evocare una legittima difesa spiega senza ombre di dubbio che la ragione principale che ispira Sel e' la sua stessa salvezza per la quale si e' '''disponibilissimi'' a ritirare gli oltre 6.000 emendamenti presentati.

Il concetto e' stato molto piu' elegantemente illustrato da Pino Pisicchio, docente di diritto costituzionale, presidente del Gruppo misto della Camera che ha detto: ''Viene in mente un film del grande Massimo Troisi: 'Pensavo fosse amore invece era un calesse'. Pensavamo che il tema fosse quello della riforma del Senato. Ci accorgiamo che, invece, e' quello della riforma elettorale. Bene: purche' sia chiaro. Dunque se si trova l'accordo sull'Italicum passa la riforma del bicameralismo simmetrico. Basta saperlo prima''.

A poco a poco si sta dunque delineando il reale terreno per una mediazione: piu' che l'elettivita' o meno del nuovo Senato, piu' che l'immunita' e le firme per il referendum ad essere decisivo per un accordo e' la legge elettorale e piu' precisamente la modifica dell'Italicum. Questo, gia' approvato dalla Camera, prevede una soglia di sbarramento dell'8% per i partiti che si presentano da soli. Se poi gli stessi partiti entrano in una coalizione vedono ridursi la soglia al 4%, sempre che la coalizione con la quale si sono apparentati supera a sua volta la soglia del 12%.

Un sistema abbastanza macchinoso che risponde all'idea di sfoltire il quadro politico portandolo a due o tre partiti maggiori con intorno un massimo di 3 o 4 partitini. Ulteriore complicazione e' poi il caso del '''partitino'' che pur coalizzato non raggiunge il 4% rimanendo fuori dal Parlamento, ma non i suoi voti che sarebbero conteggiati ai fini dei seggi della coalizione. In sostanza la funzione del ''partitino' in questo caso sarebbe solo quella di portatore d'acqua.

Ce n'e' abbastanza, oggettivamente, per comprendere i lamenti, le grida e l'opposizione di chi non accetta una sorta di eutanasia elettorale. Questi punti di scontro rappresentano pero' altrettanti punti su cui si puo' innestare una trattativa per una mediazione che puo' portare ad un accordo, che a questo punto non puo' che essere globale perche' la riforma costituzionale e' ormai legata a quella elettorale e in termini politici sono l'una la garanzia dell'altra.

min/mau

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