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pubblicato il 14/lug/2014 19:05

Riforme: Mauro (Popolari), con nuovo Senato e Italicum no...(1 upd)

(ASCA) - Roma, 14 lug 2014 - ''Il Senato di Renzi e' un orpello cortigiano che, invece che superare il bicameralismo, rendera' insignificante e confuso l'intero Parlamento. Ora che si potrebbe configurare un equilibrio tra rappresentanza e governabilita' attraverso il superamento del bicameralismo perfetto, attribuendo una funzione di garanzia ad un Senato eletto in maniera proporzionale che non dia la fiducia e che non abbia potere legislativo ordinario, ora si dirotta verso un sistema che annulla in sostanza il funzionamento delle garanzie costituzionali che si basano su maggioranze qualificate. Il combinato di Italicum e progetto di riforma attuale a questo porta infatti, a rendere in sostanza inoperanti le garanzie poste in Costituzione''. Lo ha detto il presidente dei Popolari per l'Italia Mario Mauro nel corso del suo intervento nell'aula di palazzo Madama nella discussione sul provvedimento di riforma del Senato. ''Il problema piu' serio - ha aggiunto Mauro - e' il riflesso che ha la riforma su Presidenza della Repubblica e Corte costituzionale. Adesso si aboliscono i 58 consiglieri regionali che partecipano all'elezione del Presidente, si riduce il Senato a 95 persone, di cui quelle di nomina presidenziale non sono piu' a vita ma sono il 5,5 per cento dell'Assemblea; tuttavia, con l'Italicum, che attribuisce alla maggioranza 254 deputati, basta avere 9 senatori per eleggere il Presidente della Repubblica e i giudici costituzionali di nomina parlamentare. Il Capo dello Stato nomina poi gli altri 5 giudici costituzionali e in questo modo la maggioranza si aggiudica 10 seggi della Consulta. Di fatto questo risultato equivale o no a un regime?''. ''Renzi dice che andiamo verso un modello tedesco, non e' cosi'. L'Italia non e' una Repubblica federale bensi' uno Stato regionale, e in secondo luogo - ha continuato Mauro - il Presidente della Repubblica in Germania ha poteri piu' ridotti, inoltre il cancelliere ha maggiori poteri, ma e' sottoposto a notevoli controlli e la Corte costituzionale funziona in maniera diversa. Il Parlamento tedesco, cioe', e' eletto con un sistema rigidamente proporzionale e l'unico limite e' la soglia di sbarramento al 5 per cento.

Soprattutto, pero', la riforma del Senato si incrocia ancora una volta con l'Italicum, che e' congegnato in modo tale che, per assurdo, basta ipoteticamente l'8 per cento dei voti per aggiudicarsi il 54 per cento dei seggi''.

''Noi popolari - ha spiegato Mauro - siamo per un Senato eletto dai cittadini e questa riforma fornisce invece un pessimo esempio di nomenclatura politica ripiegata su se stessa e quasi timorosa della volonta' dei cittadini. Nel testo della Commissione questi senatori nominati potranno legiferare in materia di leggi costituzionali e trovo inaccettabile che dei parlamentari di seconda nomina possano decidere su questioni cosi' fondamentali. E' ovvio poi che in presenza di una legge ipermaggioritaria, come l'Italicum, il Senato deve mantenere alcune prerogative in ordine ai grandi temi, ai diritti, alle garanzie, alla liberta' religiosa e ai diritti civili; sono materie sottratte al Senato come viene fuori dalla Commissione e questo non mi puo' trovare d'accordo. Poniamo inoltre che domani, nel nostro Paese, con una legge ipermaggioritaria, vinca le elezioni una maggioranza, per esempio, estremamente laicista che decida di introdurre forme di eutanasia per bambini con gravi patologie o per gli anziani. Di fronte a questi rischi, occorre un Senato delle garanzie che costituisca un ulteriore momento di garanzia e di riflessione''.

''E' stato detto che l'Europa attende questa riforma.

Falso. L'Europa attende la riforma del mercato del lavoro, di un sistema fiscale tra i piu' iniqui, della giustizia, che e' oggi fuori dagli standard dell'acquis comunitario, ma non la riforma costituzionale. Ricordo infatti che mai le istituzioni europee hanno sindacato sul fatto che gli Stati membri fossero addirittura monarchie o repubbliche.

L'importante e' che siano democrazie, efficienti e rispettose della volonta' popolare; cio' che non saremo piu' quando saremo diventati un sistema istituzionale in cui ai cittadini e' vietata la libera espressione del voto. Se i senatori devono lealta' a qualcuno o a qualcosa - ha concluso Mauro - questa e' la Nazione e non certo un segretario, un capogruppo o una disciplina di partito''. fdv

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