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pubblicato il 10/giu/2014 18:41

Riforme: Mauro, Casini-Torquemada chiesto mia testa. E' il Dudu...(1upd)

Riforme: Mauro, Casini-Torquemada chiesto mia testa. E' il Dudu...(1upd)

(ASCA) - Roma, 10 giu 2014 - ''Nell'ambito della discussione del gruppo il ruolo di Torquemada e' stato interpretato dal presidente Casini, che con un accorato intervento ha chiesto la mia sostituzione. Per quanto riguarda le riforme, ho compreso in questa circostanza che se non ci si concepisce come il Dudu di Renzi, difficilmente si puo' partecipare a questo processo''. Va giu' pesante, il senatore Pi, Mario Mauro, che oggi e' stato rimosso e sostituito con il capogruppo Lucio Romano in commissione Affari costituzionali del Senato, dove si discute del ddl sulle riforme istituzionali, da una riunione del gruppo di Palazzo Madama ''opportunamente convocata avendo cura di verificare certe assenze e non specificando nell'odg la natura della riunione''.

E non usa eufemismi, Mauro, neanche per indicare la ''manina o la manona'' che ha operato e chiesto la sua rimozione, che fa riferimento a quella del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, prova ne e' che ''gia' da stamattina il sottosegretario Del Rio aveva reso noto quale sarebbe stato l'esito della discussione di un gruppo di cui non fa parte''. La sua estromissione insomma e' da leggersi come ''il primo frutto delle elezioni europee e vede la volonta' di assicurare ai voleri del presidente del Consiglio'' il processo riformatore in atto. ''Il voto europeo ci consegna un Pd piu' forte, ma piu' isolato, arrovellato su se stesso, in un progetto egemone'' rincara Mauro.

''Qualcuno piu' realista del re si e' sottomesso ai voleri'' di altri, continua. ''Non regge l'ipotesi di una mia presunta opposizione alla necessita' della riforma. Non regge l'ipotesi che sia un problema interno al gruppo . I moniti, le intimidazioni e le minacce da parte del governo sono tali che il problema della discussione del merito chiama in causa il governo stesso'' rimarca Mauro.

Che per quanto riguarda il futuro, ovvero sull'eventualita' che esca dal gruppo PI, facendo mancare il numero minimo di 10 senatori per la sua sussistenza, o su quella che lasci la maggioranza promette una decisione ''nelle prossime 24 ore, dopo che mi saro' consultato con altri colleghi''.

Tornando al merito della questione, Mauro sottolinea che ''le riforme istituzionali vanno accompagnate da uno sforzo di riflessione del Paese, anche se si e' reduci da una straordinaria vittoria alle elezioni'' e per quanto lo riguarda, all'inizio della riunione odierna dei Popolari per l'Italia ''avevo fatto mettere a verbale il mio impegno a votare secondo quanto concordato dalla maggioranza del gruppo. Ho detto che per senso di disciplina averi votato come indicato dal gruppo. Ma il punto non era questo, il punto era solo una questione di lesa maesta'''.

njb

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